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Burundi
25 ago 2026 23:01

Burundi, Punto Missione: monitoraggio dei progetti

Una delegazione della Fondazione bresciana Punto Missione ha incontrato in Burundi la comunità, lo staff e i partner locali per verificare lo sviluppo degli interventi dedicati ad agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare e gestione delle risorse idriche

Monitorare le attività realizzate, ascoltare le comunità e lo staff locale, confrontarsi con i partner istituzionali e definire insieme i prossimi passi. Sono stati questi gli obiettivi della missione condotta in Burundi da Fondazione Punto Missione, impegnata nel Paese con un programma dedicato allo sviluppo agricolo sostenibile, alla sicurezza alimentare e al rafforzamento delle comunità rurali.

Alla missione hanno partecipato Silvia Daminelli, responsabile Cooperazione Internazionale di Fondazione Punto Missione, Giuseppe Bertazzoli, storico volontario, esperto di agroecologia e membro del Consiglio di amministrazione, e Filippo La Franca, volontario e tecnico agronomo specializzato in sistemi di irrigazione.

La visita ha interessato i comuni di Makebuko e Musongati, dove la Fondazione accompagna le comunità locali in percorsi di sviluppo agricolo, inclusione socioeconomica e adattamento ai cambiamenti climatici. Il Burundi infatti è un Paese a forte vocazione rurale, ma resta tra i più vulnerabili al mondo dal punto di vista della sicurezza alimentare e dello sviluppo umano. Oltre il 70% della popolazione vive in condizioni di povertà e circa l’80-90% dipende dall’agricoltura di sussistenza.

A Makebuko, Fondazione Punto Missione sostiene il rafforzamento della Cooperativa agricola Imbura Makebuko, nata dall’iniziativa di un gruppo di donne e diventata negli anni un punto di riferimento per la comunità locale. Il progetto promuove un modello agricolo fondato sulla cooperazione, sull’agricoltura rigenerativa e su una gestione più sostenibile delle risorse naturali. L’obiettivo è migliorare la produttività e la redditività delle attività agricole, accrescere la resilienza delle famiglie di fronte ai cambiamenti climatici e rafforzare le competenze organizzative e gestionali della cooperativa. Le attività coinvolgono complessivamente una comunità contadina di circa 750 persone.

Durante la missione, la delegazione ha lavorato fianco a fianco con lo staff locale e con i membri della cooperativa, trasferendo competenze, strumenti e soluzioni per rafforzare la gestione delle attività agricole. Particolare attenzione è stata dedicata all’uso sostenibile dell’acqua e all’istallazione di sistemi di irrigazione più efficienti, grazie anche al contributo di Bottos - azienda che da oltre 170 anni sviluppa e commercializza prodotti tecnici di eccellenza per la creazione e la manutenzione del tappeto erboso - partner di sviluppo del progetto per gli interventi di accesso e gestione sostenibile delle risorse idriche, sostenendo la realizzazione di pozzi e l’installazione di sistemi di pompaggio e irrigazione.

«Il monitoraggio non è soltanto una verifica delle attività realizzate, ma un momento fondamentale di ascolto e condivisione», dichiara Silvia Daminelli. «Incontrare le donne della cooperativa, osservare il loro lavoro e discutere con lo staff locale ci permette di comprendere meglio i risultati raggiunti, le difficoltà ancora presenti e le priorità su cui concentrare il nostro impegno. I progetti possono crescere e generare un cambiamento duraturo soltanto quando vengono costruiti insieme alle comunità».

La missione ha riguardato anche il progetto “Coltivare la resilienza”, avviato nel comune di Musongati per rafforzare la sicurezza alimentare e la capacità delle comunità rurali di rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici. L’intervento coinvolge 500 famiglie e prevede formazione tecnica, accompagnamento sul campo e la realizzazione di champs écoles paysans, campi scuola agricoli nei quali gli agricoltori possono sperimentare e condividere pratiche agroecologiche. Il progetto punta inoltre a diversificare le coltivazioni, migliorare la produttività e creare nuove opportunità di reddito, con un’attenzione particolare al coinvolgimento delle donne e dei giovani.

«In contesti come quello burundese non è sufficiente aumentare la produzione nel breve periodo», sottolinea Giuseppe Bertazzoli. «Occorre lavorare sulla fertilità dei terreni, sulla disponibilità e sull’uso responsabile dell’acqua, sulla diversificazione delle colture e sulla trasmissione delle competenze. L’agroecologia permette alle famiglie di produrre meglio, proteggendo contemporaneamente suolo e risorse da cui dipende il loro futuro».

Accanto alle visite tecniche, la delegazione ha incontrato le comunità beneficiarie, partecipato a riunioni con lo staff operativo e svolto meeting con i partner istituzionali. Il confronto ha permesso di raccogliere bisogni, valutazioni e proposte direttamente dalle persone coinvolte, rafforzando il coordinamento tra la Fondazione, le organizzazioni locali e gli altri soggetti che contribuiscono alla realizzazione degli interventi.

La missione conferma il metodo di lavoro di Fondazione Punto Missione: accompagnare le comunità nel tempo, valorizzando le competenze locali e costruendo interventi che non si limitino a rispondere a un bisogno immediato, ma aiutino le persone a diventare protagoniste del proprio sviluppo.

"Tornare sul campo significa anche rinnovare una responsabilità - conclude Daminelli -. I risultati che osserviamo ci incoraggiano, ma ci ricordano quanto sia necessario continuare a investire nella formazione, nelle infrastrutture e nelle relazioni. La vera sostenibilità nasce quando una comunità dispone degli strumenti, delle conoscenze e della fiducia necessarie per proseguire autonomamente il proprio cammino"

25 ago 2026 23:01