Chi sceglie la pace disturba chi non la vuole
In un editoriale pubblicato da Vatican News Andrea Tornielli commenta le parole di Leone XIV pronunciate nella veglia dell'11 aprile. Un intervento, quello del Papa, che ha provocato la reazione scomposta di Trump
“Di fronte ai massacri e alle guerre provocate dall’idolatria del potere di chi pretende persino di “arruolare” Dio dalla propria parte offrendo giustificazione religiosa all’uccisione degli innocenti, Papa Leone si è appellato alla stragrande maggioranza di persone che in tutto il mondo vogliono la pace, credono nella pace, pregano per la pace e la costruiscono giorno per giorno. Lo ha fatto la sera di sabato 11 aprile 2026, durante la Veglia di preghiera da lui convocata per implorare la fine delle guerre in corso”. Così si legge nell’editoriale di Vatican News a firma di Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, pubblicato ieri a commento delle parole di papa Leone nella veglia di preghiera per la pace di sabato 11 aprile.
“Già martedì 7 aprile – continua Tornielli - era accaduto qualcosa di simile a Castelgandolfo: di fronte alla minaccia di annientare la civiltà iraniana annunciata sui social media dal presidente degli Stati Uniti, il Successore di Pietro aveva invitato i cittadini del suo Paese a contattare i membri del Congresso per chiedere pace e fermare l’attacco massiccio contro le infrastrutture dell’Iran. Ora, proprio nel giorno del 63° anniversario dell’enciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII, quella stessa chiamata è diventata universale e si rivolge ai “milioni, miliardi di uomini e donne, di anziani e di giovani che oggi credono nella pace” e che “curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra”. Leone chiede di ascoltare in particolare la voce dei bambini che hanno visto morire sotto le bombe i loro coetanei a Gaza, in Iran, in Ucraina e in tante altre parti del mondo”.
Con le parole pronunciate l’11 aprile, si legge ancora nell’editoriale, il Papa è tornato a scommettere “sulla speranza e sulla preghiera di una maggioranza silenziosa, per affrontare l’ora drammatica della storia che l’umanità sta vivendo. Chiede di unire le invocazioni di tanti alle infinite possibilità di Dio, per cercare di infrangere quella che definisce una demoniaca catena del male”.
“Le parole del Pontefice che ha fatto della pace il tratto saliente del suo magistero – scrive ancora Tornielli - sono nette sia nell’individuare la radice ultimamente diabolica della guerra, sia nel rispedire al mittente qualsiasi riedizione del ‘Dio è con noi’. No, Dio non può essere con chi fa strage di civili. Dio sta con chi soffre, con chi muore sotto le macerie”. Colpiscono alcune espressioni utilizzate da Leone XIV: la preghiera è “un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”, perché chi prega ha coscienza del proprio limite e non uccide né minaccia. L’esatto contrario di chi fa “di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio”.
Le parole di papa Leone, commentate dal direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, non sono evidentemente piaciute al presidente Usa Donald Trump che, sentendosi chiamato in causa, ha reagito con un attacco duro, senza precedenti. In un lungo e durissimo post su Truth, il presidente americano ha definito Leone un "debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera".
"Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose", sono le deliranti parole di Trump. "Non voglio un Papa – ha continuato - che trovi terribile il fatto che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti. E non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia".
Il presidente americano, dopo avere addirittura a rivendicato il merito dell'elezione di Louis Prevost a pontefice (" Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano") ha concluso il suo post definendo quello del Papa un atteggiamento “troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari”