Confidando nella concordia
Nelle prime ore dello scorso sabato 3 gennaio, l’intervento armato degli Stati Uniti a Caracas si è concluso con la cattura del presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, e di sua moglie, Cilia Flores. Io e la gente del paese di El Callao ci siamo resi conto dell’accaduto alcune ore dopo grazie alle notizie diffuse dalle reti social. Le persone sono rimaste profondamente impressionate e, allo stesso tempo, paralizzate. Pochi si sono mossi di casa, rendendosi conto che la polizia e l’esercito avevano bloccato le vie d’uscita dal paese. L’intervento militare degli Stati Uniti è arrivato a sorpresa, anche se da tempo il Venezuela era assediato dalle forze statunitensi. Qui a El Callao, dove svolgo l’attività di parroco da più di 20 anni, la situazione è rimasta sostanzialmente tranquilla. Di fatto siamo molto distanti dalla capitale: sono quasi mille chilometri. Guayana, la nostra regione, è conosciuta per le miniere d’oro. Ci sono piccole, medie e grandi imprese di sfruttamento aurifero e sono tutte controllate dallo Stato. Tra le prime notizie ufficiali, passate attraverso la televisione pubblica, abbiamo ascoltato la dichiarazione di condanna della cattura di Maduro da parte della vicepresidente della Repubblica, Delcy Rodriguez (la la Corte Suprema le ha ordinato di assumere ad interim la presidenza, ndr).
La popolazione si rende conto che il governo si mantiene tranquillamente al potere, nonostante la cattura del presidente Maduro. Già sabato 3 gennaio, il governo ha dichiarato lo stato di emergenza, ordinando alla Polizia di iniziare immediatamente la ricerca e la cattura, a livello nazionale, di tutte le persone coinvolte nella promozione e nell’appoggio all’attacco armato degli Stati Uniti. Lo stato di emergenza appesantisce il clima di repressione che già si sta vivendo nel Paese. Il futuro del Venezuela rimane, tuttavia, incerto. E la gente non si fa molte illusioni. I Vescovi locali e il Papa con le loro dichiarazioni denunciano l’uso della violenza, senza citare direttamente gli Stati Uniti. Invitano i rappresentanti del potere pubblico a rispettare la Costituzione e a promuovere “i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, lavorando per costruire, insieme, un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia con una speciale attenzione ai più poveri, che soffrono a causa della difficile situazione economica”. Queste prese di posizione confermano, pur nelle difficoltà di questi anni, la vicinanza paterna della Chiesa, con i suoi pastori, al popolo venezuelano, per il quale invitano a pregare con perseveranza.
(Foto ANSA/SIR)