Principio di equità
La Legge numero 1 del 2022 ha modificato gli articoli 9 e 41 della nostra Costituzione repubblicana, introducendo modifiche rivoluzionarie, tra cui, nell’articolo 9, dopo aver confermato la promozione della cultura e della ricerca scientifica e tecnica e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico del paese, il paragrafo: “(La Repubblica) tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Per dare operatività a questo principio, con la legge 167/2025, è stato formalmente introdotto nel sistema normativo nazionale l’obbligo di applicare la Valutazione di impatto generazionale (Vig) nell’ambito del processo di regolamentazione. La disposizione, in particolare, stabilisce anzitutto che le leggi promuovono l’equità intergenerazionale. Successivamente, definisce la “Vig” uno strumento informativo che consiste nell’analisi preventiva degli effetti ambientali o sociali ricadenti sui giovani e sulle generazioni future indotti dalle norme. L’ambito di applicazione di tale valutazione è costituito da tutti gli atti normativi del Governo, ad esclusione dei decreti-legge, e si prevede che la “Vig” “sia in ogni caso necessaria se l’atto normativo determina effetti significativi di tipo ambientale o sociale a carico dei giovani e delle generazioni future” (art. 4, c. 4). Il provvedimento prevede la consultazione obbligatoria o l’interlocuzione con organi come il Consiglio nazionale dei giovani in presenza di atti con impatti significativi sui minori e sui giovani.
La “Vig” non costituisce un vincolo di ammissibilità o un potere di veto su una legge approvata dal Parlamento: rimane un’analisi informativa e istruttoria orientata ad accrescere la consapevolezza del legislatore. Eppure, di fronte alle manifestazioni violente di questi ultimi giorni, in alcuni Paesi europei, viene da chiedersi: quanti giovani italiani conoscono questa opportunità introdotta dal legislatore? Perché non confiniamo nelle troppe tombe della storia il metodo violento per cercare di determinare un cambiamento, nei Paesi in cui godiamo ancora di un regime democratico, non perfetto, ma reale? Non servirà a nessuno sfasciare vetrine e auto per ottenere l’accesso alla casa a prezzi abbordabili, l’aumento delle spese per l’educazione, un welfare che non guardi solo agli anziani, ma anche alla prevenzione e al disagio psichico dei giovani che cresce in modo preoccupante. Costruiamo luoghi di confronto, gruppi di studio che analizzino le proposte parlamentari e simuliamo l’effetto sui giovani e sulle future generazioni, proponendo concrete proposte normative! Daremmo sostanza al vivere democratico!
@Foto Ansa/Sir