Sì o no?
Sul voto al Referendum di domenica 22 e lunedì 23 marzo ho queste certezze: andrò a votare, capisco che ci sono motivi validi per votare sia sì sia no, di sicuro la politica non me li ha spiegati. È incredibile l’appiattimento di tutta la comunicazione partitica su slogan caricaturali (spesso inutili) del tipo: si sta distruggendo la Costituzione o, all’estremo opposto, finalmente si stanno risolvendo tutti problemi della Magistratura. È ovvio che non sia vero né l’uno né l’altro. Non potendo sapere come funziona tutto il sistema giudiziario (perché faccio altro nella vita), mi basta solo poter valutare il bene e il male che qualsiasi riforma (per altro necessaria) può fare. Certamente so cosa votare ma non l’ho deciso grazie alla spiegazione di chi fa politica, ma da altre fonti. È una vera e propria tristezza, perché non capisco come mai gli eletti diventino e rimangano eternamente prigionieri della propaganda, sia di destra sia di sinistra, continuando a offrire un’immagine debole del proprio ruolo, oltre che (magari senza volerlo) di poca fiducia nell’intelligenza degli elettori.