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di CLAUDIO CAMBEDDA 07 gen 2026 11:25

Tra l'io e l'algoritmo

“Ti presento il mio algoritmo” potrebbe essere il titolo di una commedia, ma è uno scenario probabile alla luce della nuova normativa sull’intelligenza artificiale. L’alter ego algoritmico è il futuro? Con la legge n. 132/2025 del 23 settembre 2025, lo Stato italiano recepisce le direttive europee (Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, Regolamento UE 2024/1689 sull’intelligenza artificiale - AI Act) e, in linea con i principi in esse contenuti, si cimenta nella sfida di regolamentare i sistemi di intelligenza artificiale in rapporto ai diritti della persona.

La rivoluzione sociale portata dal sistema AI – già affrontata su queste pagine nei mesi scorsi – è inseguita da una lenta legiferazione, tardiva rispetto all’operatività dei sistemi di intelligenza artificiale, ormai da tempo implementati e sfruttati dal mondo imprenditoriale. Il diritto interviene con ritardo comprensibile e ragionevole, se pensiamo che la creazione di regole parte dall’interpretazione dei fatti e cerca di rapportarli all’umanità. Per legiferare occorre esperienza sui casi pratici verificati. L’intelligenza artificiale ha già trasformato il mondo, stravolgerà gli elementi fondamentali della società, ne modificherà le regole, ha creato e sta creando per ognuno di noi una specie di “alter ego” artificiale, costituito da informazioni raccolte in base a dati algoritmici, matematici e statistici. È forte il rischio che i sistemi di raccolta dati identifichino l’essere umano senza considerare nella loro totalità gli aspetti che lo caratterizzano, intendendosi come tali le caratteristiche strettamente personali, comportamentali, culturali, spirituali, non raccoglibili del tutto con dati matematici (carpiti dai nostri “link” su pc e cellulari). L’effetto è quello del rischio di creare una doppia immagine di noi stessi, quella più astratta algoritmica e quella sostanziale.

La possibilità di manipolare i dati algoritmici che ci riguardano può mettere in pericolo i diritti della persona e i principi costituzionalmente tutelati. I sistemi di intelligenza artificiale vedono da anni operatori privati all’avanguardia nella loro creazione e nella loro gestione, e non è difficile che dal potere economico si passi direttamente a quello politico (caso Elon Musk). La legge sancisce i principi di tutela dell’individuo e cerca di renderli operativi nei vari settori della vita: dalla sanità al mondo del lavoro, alla tutela della privacy e via dicendo, ma a livello concreto ci si chiede come l’intervento degli organismi statali possa calmierare gli ipotetici eccessi del potere privato che crea i sistemi di intelligenza artificiale e li utilizza.

CLAUDIO CAMBEDDA 07 gen 2026 11:25