Trasformare il dolore in un di più di amore
I funerali delle sei giovani vittime italiane morte nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, hanno unito il nostro Paese di fronte alla tragedia. Alla ripresa, dopo le vacanze, in tutte le scuole è stato osservato un minuto di silenzio. Pietà e compassione. Tante le lacrime versate dai genitori, dai parenti e dagli amici delle vittime. Tante le espressioni di conforto cristiano risuonate nelle chiese, perché la preghiera aiuta a condividere il nostro dolore con Dio. In particolare, mons. Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale della salute della diocesi di Roma, durante le esequie di Riccardo Minghetti, ha invitato i giovani a imparare da questo evento tragico che “la vita va vissuta ogni giorno con pienezza e responsabilità: significa prudenza ma anche capacità di dare valore a ogni giorno, senza sprecarlo. La vita è qualcosa di meraviglioso e la morte non ha l’ultima parola. C’è la promessa che la morte è solo un addormentarsi per risvegliarsi poi nell’eternità. In un’ideale staffetta. Riccardo consegna a voi un testimone: lui ha combattuto la sua battaglia e terminato la corsa, ora a noi resta raccogliere quel testimone, trasformando il dolore in un di più di amore”.