lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Costa Volpino
di ANNA SALVIONI 08 ott 2026 13:19

La Madonna della Mercede torna alla luce

È stata una giornata di festa, ma anche di memoria e di rinnovata responsabilità per la comunità di Piano di Costa Volpino, che il 2 ottobre ha accolto il vescovo Pierantonio Tremolada per la benedizione della chiesa parrocchiale della Madonna della Mercede, al termine di un lungo intervento di restauro.

Una coincidenza particolarmente significativa: proprio nel giorno dedicato agli Angeli custodi, la chiesa è tornata alla luce e alla preghiera, restituita nel suo rinnovato splendore a chi la vive come luogo di fede e di comunità.

“Una felice circostanza”, l’ha definita il Vescovo nell’omelia, richiamando il significato della custodia affidata da Dio agli angeli e proprio le due figure angeliche recuperate ai lati del presbiterio sono diventate uno dei simboli della celebrazione: presenze che invitano ad alzare lo sguardo e ricordano che ogni persona è preziosa e accompagnata nel cammino della vita.

Il restauro è il risultato di un percorso iniziato oltre quindici anni fa e portato avanti da diverse stagioni pastorali, da don Gigi Gaia a don Enrico Andreoli, fino a don Mario Laini e all’attuale parroco, mons. Alessandro Camadini. Un lavoro corale, sostenuto dalle offerte dei fedeli e da diverse iniziative della comunità, che ha dovuto affrontare un investimento di circa 100mila euro. Una parte della spesa resta ancora da saldare e, dunque, la raccolta fondi proseguirà.

L’intervento, progettato e diretto dall’architetto Pietro Castelnuovo, è andato oltre una semplice ritinteggiatura. Le superfici sono state pulite meccanicamente, le decorazioni rinfrescate e le parti monocrome imbiancate; sono state recuperate le immagini degli angeli e le decorazioni della volta. Restaurate anche le parti marmoree, dal battistero al tempietto della Madonna, mentre sono stati sistemati illuminazione e impianto audio e sottoposti a manutenzione banchi e portoni. Alcuni quadri e suppellettili sono stati invece rimossi, in un’opera di sottrazione pensata per restituire allo spazio maggiore armonia ed essenzialità.

“La cosa che colpisce maggiormente – sottolinea mons. Camadini – è che la chiesa è tornata alla luce. Non soltanto perché le pareti sono state pulite e ritinteggiate, ma perché, togliendo ciò che nel tempo si era accumulato, è stato possibile ritrovare l’essenziale”.

La celebrazione ha così assunto il valore di un passaggio di testimone fra generazioni. Accanto al Vescovo erano presenti il sindaco Federico Baiguini e gli amministratori di Costa Volpino, gli Alpini, la banda di Castelfranco e numerosi sacerdoti, fra i quali alcuni che hanno prestato servizio nella parrocchia negli anni passati. La liturgia è stata accompagnata dalla orale di Santo Stefano, diretta dal maestro Giacomo Sangalli. La giornata, preparata da una settimana di preghiera, ha avuto anche un significato speciale per il Vescovo, che proprio in questa occasione ha ricevuto gli auguri della comunità per il suo 70° compleanno.

Nel corso dell’omelia, il tema degli Angeli custodi ha offerto a Tremolada l’occasione per una riflessione sulla custodia come forma concreta di attenzione all’altro. “Illumina, custodisci, reggi, governa”: i quattro verbi della preghiera all’Angelo di Dio diventano così un invito rivolto a ciascuno, chiamato non solo a lasciarsi custodire, ma anche a diventare custode degli altri.

A suggellare il momento è stata la scopertura di una targa a perenne memoria dei lavori, con una frase destinata a rimanere come impegno per la comunità: “Magnifica il Signore in opere e parole”. Un messaggio che trova continuità nella preghiera alla Madonna della Mercede, perché aiuti a liberarsi dalle “schiavitù di oggi”, dal conformismo, dai conflitti e dall’egoismo, per crescere nella Magnifica Humanitas.

Il cantiere, tuttavia, non è ancora concluso. Restano da affrontare il futuro intervento sull’impianto di riscaldamento e le risorse necessarie a completare il pagamento dei lavori. Ma la sfida più importante è pastorale: fare della Madonna della Mercede una “casa viva”, non soltanto bella nelle sue pietre e nelle sue decorazioni, ma abitata dalla preghiera, dall’Eucaristia e dalla fraternità.




ANNA SALVIONI 08 ott 2026 13:19