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Nigoline
18 gen 2026 11:20

Nigoline: il restauro e la testa di cavallo

Cominciato in piena estate, il restauro dell’apparato decorativo interno della chiesa di San Martino a Nigoline si sta rivelando un lavoro non solo impegnativo e importante, ma anche la via giusta per offrire significative sorprese agli amanti dell’arte sacra.

L’intervento, affidato dalla Parrocchia intitolata ai santi Martino ed Eufemia allo staff del restauratore bresciano Leonardo Gatti, sta procedendo a buon ritmo e senza particolari intoppi. In questo momento è stato completato il restauro del presbiterio ed ora l’intenzione è quella di dedicarsi alla navata, con l’intento di riportarla al suo originario splendore (i primi cenni storici dell’edificio sacro del piccolo paese della Franciacorta risalgono al 1598, con l’inaugurazione datata nel 1620 anche se i lavori, in realtà, sono terminati nel 1631). Proprio come è avvenuto per il presbiterio, che non solo ha ritrovato lo splendore dei suoi colori, ma ha pure riservato un ritrovamento di assoluto rilievo, come spiega il professor Gatti, che con il suo staff sta portando avanti, sotto la direzione degli architetti Andrea Solazzi e Sandro Scarduelli, un lavoro meticoloso e guidato dalle tecnologie più avanzate: “Abbiamo scoperto la testa di un cavallo che era stata celata da un’estesa e inspiegabile, grossolana ridipintura durante i restauri del secolo scorso. Quando, con il mio staff, stavamo restaurando il presbiterio, ci siamo accorti che tutti i personaggi raffigurati guardavano in una direzione tranne la figura di un bambino che era rivolto dalla parte opposta verso il muro. La cosa ci ha subito incuriosito e il nostro stupore è aumentato ulteriormente quando, mentre stavamo ripulendo la parete, abbiamo cominciato ad intravedere la testa di un cavallo che in precedenza era del tutto nascosta. Un autentico tesoro che rischiava di andare perduto sotto la coltre lasciata dal tempo e che, invece, possiamo dire con soddisfazione che sta attribuendo ancora più prestigio a questo intervento di restauro”.

Un intervento che è stato deciso, dopo l’autorizzazione dell’Ufficio Beni Culturali della Curia e della Soprintendenza di Brescia, dalla Parrocchia di Nigoline quando era parroco don Francesco Gasparotti e che ora viene portato avanti con grande volontà dal suo successore, don Simone Ziliani, che si sta impegnando per condurre a termine un’opera che, passo dopo passo, si sta rivelando sempre più importante, ma anche estremamente onerosa. “Il desiderio di tornare a mostrare la nostra bella Chiesa in tutto il suo splendore ai nostri fedeli (e non solo) – racconta il parroco don Simone – è sempre più forte. A tal proposito è doveroso rivolgere un ringraziamento particolare alle famiglie della nostra comunità e a tutti i benefattori che, con la loro generosità, ci hanno consentito di far partire il restauro e di coprire i costi del primo step che riguardava il presbiterio. A questo punto non vogliamo fermarci e confidiamo che il sostegno di tante persone, associazioni, fondazioni e quant’altro, possa continuare ad aiutarci per rendere possibile completare questo intervento tanto impegnativo sotto tutti i punti di vista. Adesso che, terminata la pulitura del presbiterio, sono stati tolti tutti i ponteggi, si possono ammirare la bellezza dei colori che vi si trovano. In questo percorso è coinvolta l’intera comunità di Cortefranca, visto che abbiamo iniziato una nuova tradizione con il super Tombolone della vigilia dell’Epifania. A questa iniziativa partecipano le quattro zone della nostra cittadina e, quest’anno, il ricavato è stato devoluto proprio alla Parrocchia di Nigoline per sostenere il restauro della Chiesa. Pur sapendo, dunque, che un progetto di questo genere è molto oneroso anche dal punto di vista economico, siamo determinati a far continuare questo percorso pure nella navata”. In tal senso interviene il professor Leonardo Gatti a spiegare quanto sia importante far proseguire il lavoro dell’apparato decorativo all’interno della Chiesa di San Martino a Nigoline: “Nella navata la patina di sporco si presenta ancora più scura e tenace a causa anche del vecchio impianto di riscaldamento, che ha danneggiato in buona parte tutte le superfici. Senza dimenticare che, come abbiamo già potuto constatare durante la ripulitura del presbiterio, si notano tentativi di restauro che si sono succeduti in malo modo nel corso del tempo. Questo, purtroppo, ha reso quasi illeggibili gli antichi colori, nascondendo tutto sotto una copertura grigio-nerastra che complica notevolmente riconoscere i dipinti contenuti”. Una ragione più che valida per non interrompere a metà il grande “miracolo” di Nigoline, una piccola comunità unita dal grande amore per la sua Chiesa, che può e deve tornare ad essere un vero gioiello dell’arte sacra della Franciacorta e di tutta la provincia di Brescia.

18 gen 2026 11:20