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Brescia
di LINDA BRESANELLI 04 dic 2020 09:48

Le parole sono come pietre

Sono le parole, il loro utilizzo e la loro potenza le protagoniste del Premio “Mites Terram Possident” 2020, consegnato virtualmente attraverso una serata molto partecipata su Google Meet, organizzata dal Comune di Malegno insieme alla parrocchia di Sant’Andrea apostolo e sostenuta dal consorzio Bim, dalla Comunità montana di Vallecamonica e da Vallecamonica Servizi.

Il vincitore. Aggiudicatario del 16° premio, conteso da sette candidati, è stato infatti il Comune di Marano Vicentino, il “Comune libero dalla violenza verbale”. Ecco la motivazione, letta al momento della proclamazione dal sindaco Paolo Erba: “In un momento storico in cui le parole vengono usate per offendere e ferire, premiamo un Comune che ha riscoperto assieme ai suoi cittadini la potenza creatrice della parola come strumento che unisce le persone e crea comunità”. A “ritirare” il riconoscimento, a Marano, c’era il sindaco Marco Guzzonato, che ha spiegato com’è nata l’innovativa idea di liberare il suo paese dalla violenza verbale. Il premio ha lo scopo di riprendere e riattualizzare il messaggio universalistico che i padri fondatori della comunità malegnese hanno voluto imprimere nei vecchi portali, nello stemma e nel motto del Comune, ed è assegnato ogni anno nel giorno del patrono del paese a persone, associazioni, istituti, organizzazioni particolarmente distintesi per l’impegno in progetti e azioni di solidarietà e pace o in atti concreti di generosità e bontà umana, a livello mondiale, nazionale, locale. Il sindaco di Malegno ha voluto sottolineare come il “Mites” sia stato assegnato a chi utilizza le parole come strumento per creare relazioni e non per distruggerle, e quanto si ravvisi in tale impegno quel senso di mitezza così prezioso e difficile da individuare. La scultura in ferro battuto realizzata dall’artista malegnese Gino Baffelli, raffigura due mani che si stringono, in segno di pace, di solidarietà e di amicizia. Il premio, si sono promessi Erba e Guzzonato, verrà consegnato in presenza quando i decreti anti Covid lo permetteranno. Da segnalare il fatto che, seppur presentata con il cuore dai bambini del paese, non è stato possibile accettare la candidatura di don Giuseppe Stefini, parroco di Cividate e Malegno, essendo la stessa parrocchia tra gli enti promotori del premio. Don Giuseppe ha espresso commozione per questo gesto di affetto nei suoi confronti. In lizza c’erano anche candidature da Emilia Romagna, Veneto, province di Lecco e Como, oltre ad alcuni candidati più legati alla Valle, tutti esempi di mitezza che hanno messo in difficoltà la commissione nella scelta.

LINDA BRESANELLI 04 dic 2020 09:48