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Roma
di RAFFAELE IARIA 03 mag 2026 08:04

8X1000: una firma che sostiene la comunità

Nelle 25mila parrocchie italiane, domenica si celebrerà la Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica. È un appuntamento che da trentasei anni invita i cittadini a riflettere sul valore dell’8xmille. Una firma, una scelta che non comporta alcun costo per il contribuente ma che, nel concreto, si traduce in progetti e opere di accoglienza, solidarietà e speranza, per tanti. Lo slogan scelto per dare voce alla campagna sintetizza bene questo significato: destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica “è più di quanto credi”.

I dati relativi al 2025 mostrano con chiarezza la portata di questa affermazione. Grazie alle firme raccolte, infatti, la Chiesa ha potuto destinare 280 milioni di euro a interventi caritativi: 150 alle diocesi per sostenere le opere locali, 50 per rispondere a emergenze di rilievo nazionale e 80 destinati al sostegno di progetti a favore dei Paesi più poveri. A questi fondi si aggiungono altri 384 milioni di euro per il sostentamento dei circa 31 mila sacerdoti che ogni giorno accompagnano le comunità e che spesso rappresentano il primo punto di riferimento per chi vive fragilità, solitudine o situazioni di bisogno. Un ulteriore capitolo, pari a 350 milioni di euro, riguarda le esigenze di culto e pastorale: dalla manutenzione delle chiese alla tutela del patrimonio artistico ed ecclesiastico.

L’importanza della firma. “Firmare per la Chiesa cattolica – ricorda Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico della Cei – significa entrare a far parte di un enorme circuito di solidarietà, capace di portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo”. Un circuito composto da oltre 11 milioni e 200 mila contribuenti, pari al 66,2% di coloro che hanno espresso una scelta nella dichiarazione dei redditi 2024. Malgrado l’8xmille sia in vigore dal 1990, più di 25 milioni di contribuenti ancora non indicano alcuna destinazione. Le ragioni sono diverse: da chi non sa di poter firmare a chi invece non sa proprio che può firmare pur non presentando la dichiarazione dei redditi; da chi pensa che la procedura sia troppo complessa a chi ritiene che poi, la sua firma, alla fine non potrà mai tradursi in segni e opere concrete. Ed è qui che la Giornata nazionale assume un ruolo decisivo: informare, spiegare, rendere visibile ciò che spesso resta nascosto. “È un modo concreto – spiega ancora Compagnoni – per far tornare risorse sul territorio, risorse reali che si trasformano in servizi, opere, sostegno vero, presenza. È un gesto che non pesa sulle tasche di nessuno, ma che può cambiare la vita di molti. E domenica, ancora una volta, la Chiesa proverà a ricordarlo a tutti”.

La necessità di raccontare. “Se potessi dare un suggerimento, direi: raccontate. Raccontate come vengono impiegati questi fondi. Le tasse che i cittadini hanno già pagato tornano sul territorio sotto forma di ristrutturazioni di oratori e chiese, sostegno ai sacerdoti, opere di carità, servizi per anziani, famiglie, bambini. Spesso i parroci stessi non sanno che molti dei fondi che arrivano dalla diocesi provengono dall’8xmille. Eppure, a livello nazionale, il sostegno economico ai sacerdoti è coperto per il 70% proprio da questi fondi. Senza l’8xmille, la loro retribuzione sarebbe decurtata in modo drammatico. Far capire questo è fondamentale”.

Per trasformare la Giornata nazionale in un’occasione capace di generare consapevolezza e scelte effettive, la Chiesa mette a disposizione delle parrocchie materiali promozionali, locandine e strumenti informativi che aiutano parroci e referenti a parlare alla comunità. “Ma soprattutto – aggiunge Compagnoni – ricordiamo una cosa essenziale: tutti hanno diritto alla firma. Anche chi non presenta più la dichiarazione dei redditi, come molti pensionati. Chi possiede una Certificazione Unica può firmare e sostenere la Chiesa. È un messaggio che va ripetuto con chiarezza”.

I risultati concreti. “A livello locale non viene raccontato abbastanza. È questo il punto. Le persone vedono le opere – iniziative per anziani, attività per bambini, interventi caritativi – ma non sanno che dietro c’è anche l’8xmille. E spesso non lo sanno nemmeno i sacerdoti. Serve trasparenza, racconto, consapevolezza. La Giornata nazionale nasce proprio per riportare l’attenzione su un meccanismo che è tra i migliori al mondo: garantisce libertà, permette alla Chiesa di autosostenersi e di svolgere la propria missione. Ma perché funzioni davvero, bisogna farlo conoscere”.

E per far questo, occorre anche un cambiamento culturale: “Un tempo – sottolinea – era abbastanza normale firmare per la Chiesa cattolica. Oggi, anche chi è praticante ha spesso bisogno sentirsi ricordare che attraverso quella firma, gratuita, si può fare del bene. Nel corso degli anni, infatti, si è un po’ perso il senso di questo gesto, diventa quindi importante ri-sottolinearne il valore. La Chiesa cattolica – conclude Compagnoni – si sostiene soltanto grazie ai contributi della propria comunità, e questa comunità può farlo nelle modalità che conosciamo: le offerte, il sostegno ai sacerdoti e, appunto, la firma dell’8xmille”.



@Foto Francesco Zizola

RAFFAELE IARIA 03 mag 2026 08:04