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Roma
27 mar 2026 09:09

Cei: La guerra è il grande inganno

“Il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con la natura. A volte la neghiamo, non la riconosciamo, e trasformiamo gli aratri in lance. Ma il lavoro continua a chiamarci alla pace: ci ricorda che la guerra è il grande inganno”. È uno dei passaggi centrali del Messaggio per la Festa dei lavoratori, diffuso oggi dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, sul tema “Il lavoro e l’edificazione della pace”. Il testo richiama le parole di Leone XIV ai Diplomatici accreditati presso la Santa Sede: “La guerra si accontenta di distruggere, la pace, invece, richiede uno sforzo continuo e paziente di costruzione e una continua vigilanza. Il pericolo è che ci si sogni, invece, nella corsa a produrre nuove armi sempre più sofisticate, anche mediante il ricorso all’intelligenza artificiale”. I vescovi denunciano la logica del riarmo e chiedono “una coraggiosa riconversione dal militare al civile”, citando il venerabile vescovo Tonino Bello: “Siano disertati i laboratori e le officine della morte per i laboratori della vita”. Il messaggio sottolinea anche la preoccupazione per l’aumento dei prezzi dell’energia, “che ha una ricaduta sul bilancio delle famiglie, soprattutto di quelle che vivono nella precarietà economica”.

“È necessario rafforzare la normativa in materia di produzione delle armi, irrobustendo i vincoli al loro possesso personale e il contrasto all’esportazione di manufatti bellici – anche indirettamente, tramite triangolazioni – verso Paesi impegnati in azioni offensive o a rischio di usi in violazione dei diritti umani”. È quanto afferma la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei nel Messaggio per la Festa dei lavoratori, diffuso oggi sul tema “Il lavoro e l’edificazione della pace”. Il testo, richiamando la Nota pastorale Educare ad una pace disarmata e disarmante, invita anche a vigilare affinché “la speculazione da parte di investitori che, sostenendo gli acquisti di titoli azionari dell’industria militare, contribuiscono all’economia di guerra”. I vescovi ricordano che le spese militari hanno raggiunto il 2,5% del Pil mondiale, citando il Messaggio di Leone XIV per la Giornata mondiale della pace 2026, e sottolineano “una grande responsabilità educativa verso le nuove generazioni, per eliminare ogni pretesto che possa spingere i giovani a immaginare il futuro come attesa per vendicare il sangue dei propri cari”.



@Foto Siciliani - Gennari/SIR

27 mar 2026 09:09