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di DANESI MARCO 24 gen 11:38

Futuro cercasi per Amatrice

Un sopralluogo con i direttori delle Caritas di Pavia e Vigevano in uno dei luoghi simbolo del terremoto che ha colpito l’Italia centrale nel 2016. Una verifica dei progetti avviati nei mesi sucessivi al sisma.

Sono passati due anni e mezzo da quando il terremoto ha colpito Amatrice e tutta la zona del Reatino. Continua la collaborazione tra la Delegazione delle Caritas Lombarde e la Chiesa di Rieti. Per verificare come procedono i progetti che ci coinvolgono, con i Direttori della Caritas di Pavia e di Vigevano sono stato ad Amatrice.

Delegazioni. La Delegazione delle Caritas Lombarde ha avuto come territorio di riferimento nel post-terremoto il Comune di Amatrice e le sue frazioni: tante, piccole e sparse per l’altopiano ad un’altitudine tra i novecento e i mille metri d’altezza. Nonostante la zona disti solo una sessantina di chilometri dal mar Adriatico, siamo circondati dalle montagne e tutto è avvolto dalla neve. Incontriamo il Vescovo e il direttore della Caritas Diocesana di Rieti, per raccogliere i bisogni delle persone, di questa Chiesa. La solitudine, la mancanza di prospettive e di speranza sembrano i sentimenti più comuni di chi si è fermato in questi luoghi. Forte però è anche la determinazione del Vescovo di far sentire una presenza, attenta ai bisogni e ai desideri delle persone di ricostruire un futuro.

Viaggio. Per capire meglio decidiamo di attraversare questo territorio: da Amatrice attraversiamo Cossito, Accumuli, Santa Giusta, Sant’Angelo. Incontriamo mezzi dell’Esercito, della Protezione Civile, dei Vigili del fuoco, un cinghiale e…due donne che passeggiano. Nelle frazioni le macerie sono come il giorno dopo il terremoto. Case squarciate, angoli di quotidianità esposti alla neve. Un tavolo con dei vestiti appoggiati sulla sedia ci appare da ciò che resta di una parete. Tanto la natura è stupefacente e ci sorprende ad ogni curva, tanto si respira un senso di desolazione, di sconfitta. Ma è come guardare con un occhio solo, vedi la realtà ma piatta, senza corpo. Solo guardando con due occhi, con due fuochi diversi che si integrano si coglie la profondità, la tridimensionalità. È ciò che ho sperimentato incontrando, il giorno successivo, gli operatori, i volontari della Caritas e i ragazzi del Servizio Civile. Persone disponibili, portatrici di idee, di speranze del desiderio di fare qualcosa per la loro terra, per le persone più fragili. E di questo abbiamo discusso, come organizzare per la prossima estate i campi estivi per i minori, il supporto e l’ascolto agli anziani, con la presenza e l’esperienza degli animatori delle parrocchie lombarde. Con passione provano a ridare futuro ai loro paesi, con altrettanta passione, spero, sapremo insieme condividere un’esperienza. E, tornando verso casa, l’altopiano intorno ad Amatrice mi sembrava ricco di possibilità

DANESI MARCO 24 gen 11:38