lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Roma
di LUIGI ZAMELI 01 ago 12:37

Prenderci cura della biodiversità

Il 1° settembre si celebra la Giornata per la custodia del creato. L'iniziativa diocesana è alla chiesa della Mitria

“Imparare a guardare alla biodiversità, per prendercene cura”: è uno dei richiami dell’enciclica Laudato si’, rilanciato dalla Cei nel Messaggio per la Giornata nazionale per la Custodia del Creato, che la Chiesa italiana celebrerà il primo settembre prossimo. Oltre all’enciclica di Papa Francesco, il riferimento del Messaggio – firmato da due Commissioni episcopali Cei: la Commissione per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e la Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo – è il Sinodo che ad ottobre sarà dedicato all’Amazzonia, una regione che è “un polmone del pianeta e uno dei luoghi in cui si trova la maggior diversità nel mondo”. La Giornata per la custodia del creato è, quindi, per la Chiesa italiana “un’occasione per conoscere e comprendere quella realtà fragile e preziosa della biodiversità, di cui anche la nostra terra è così ricca”. Proprio il territorio italiano, infatti, “è caratterizzato da una varietà di organismi e di specie viventi acquatici e terrestri, a disegnare ecosistemi che si estendono dagli splendidi boschi delle Alpi – le montagne più alte d’Europa – fino al calore del Mediterraneo”.

La famiglia umana. “La struttura del pianeta è delicata e fragile, ma anche fondamentale per la vita della famiglia umana. In una creazione in cui tutto è connesso – scrivono i Vescovi sulla scorta della Laudato si’ – ogni creatura, ogni essere ed ogni specie vivente – dispiega il suo grande valore anche nei legami alle altre”. “Intaccare tale rete significa mettere a rischio alcune delle fondamentali strutture della vita con un comportamento irresponsabile”, il grido d’allarme dei vescovi, che lanciano un appello affinché “si eviti di distruggere realtà di grande valore anche dal punto di vista economico, con impatti che gravano soprattutto sui più fragili”. “L’attenzione ai più poveri è condizione di possibilità per una vera salvaguardia della biodiversità”, la tesi del messaggio, in cui si fa presente che “la perdita di biodiversità è una delle espressioni più gravi della crisi socioambientale. Ed anche il nostro Paese è esposto ad essa: con dinamiche che interessano sia il mondo vegetale che quello animale”.

Nuovi stili di vita. “Favorire le pratiche di coltivazione realizzate secondo lo spirito con cui il monachesimo ha reso possibile la fertilità della terra senza modificarne l’equilibrio” e “utilizzare nuove tecnologie orientate a valorizzare, per quanto possibile, il biologico”. Sono due indicazioni contenute nel Messaggio in cui si esorta inoltre a “conoscere e favorire le istituzioni universitarie e gli enti di ricerca, che studiano la biodiversità e operano per la conservazione di specie vegetali e animali in via di estinzione”. “Opporsi a tante pratiche che degradano e distruggono la biodiversità”, l’appello: “Si pensi al land grabbing, alla deforestazione, al proliferare delle monocolture, al crescente consumo di suolo o all’inquinamento che lo avvelena; si pensi altresì a dinamiche finanziarie ed economiche che cercano di monopolizzare la ricerca (scoraggiando quella libera) o addirittura si propongono di privatizzare alcune tecnoscienze collegate alla salvaguardia della biodiversità”. Per la Chiesa italiana, “andranno pure contrastati con politiche efficaci e stili di vita sostenibili quei fenomeni che minacciano la biodiversità su scala globale, a partire dal mutamento climatico”.

L’iniziativa diocesana. Domenica 1 settembre la chiesa della Mitria ospita la 14ª Giornata per la Custodia del Creato: alle 9 l’accoglienza presso la chiesa di san Cesario di Nave, alle 10 il cammino verso la Pieve dell’Annunciata in frazione Mitria e alle 10.30 la Messa presieduta dal vicario generale mons. Fontana. Alle 14, dopo il pranzo, un concerto.

LUIGI ZAMELI 01 ago 12:37