Servono laboratori di cultura democratica
“Abbiamo bisogno di laboratori di cultura democratica piuttosto che mostrarne solo i limiti e fermarci al giudizio”. È l’invito del card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, nel messaggio inviato all’incontro “Ridare voce alla democrazia. Società, partecipazione e istituzioni”, promosso ieri all’Istituto Luigi Sturzo, a due anni dalla conclusione della 50ª Settimana sociale dei cattolici di Trieste. “Dobbiamo collocare al centro di ogni riflessione e decisione la persona, dialogare, cercare soluzioni a partire da un serio ascolto e confronto”, scrive Zuppi, indicando nel cammino sinodale un’esperienza che mostra come “dall’ascolto possa nascere un nuovo modello relazionale”.
Richiamando Papa Leone XIV, il presidente della Cei ricorda che “la democrazia rimane sana solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana”, mentre, senza questo fondamento, rischia di trasformarsi “in una tirannia maggioritaria o in una maschera per il dominio delle élites economiche e tecnologiche”. Citando inoltre l’enciclica Magnifica Humanitas, Zuppi sottolinea che “la ricerca della verità è un elemento essenziale per la democrazia” e avverte che il disinteresse per la verità conduce progressivamente verso derive totalitarie.
Da qui l’appello a coltivare fraternità e dialogo, contrastando frammentazione e polarizzazione, e a rilanciare lo “spirito costituente” come metodo per affrontare le grandi questioni del Paese. Nella parte conclusiva del messaggio, il cardinale invita a non dimenticare l’Europa, definita “architettura di pace e di regole comuni”, e mette in guardia dalla “logica del più forte” e dall’indebolimento del diritto internazionale, auspicando un rinnovato impegno della dottrina sociale della Chiesa per custodire “la magnifica humanitas che è ogni persona”.
(Foto Siciliani - Gennari/SIR)