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Roma
di REDAZIONE 13 ott 07:55

Dpcm: le nuove regole anti contagio

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Firmato ieri il nuovo decreto che resterà in vigore per i prossimi 30 giorni. Uso della mascherina obbligatorio sia all'aperto che al chiuso. Stop alle feste nei locali pubblici e raccomandazioni per quelle in case private. Giro di vite anche alla movida.

Si è tenuto ieri a Palazzo Chigi l'incontro del Governo con gli Enti Locali sulle misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 contenute nel nuovo Dpcm. Al termine della riunione, a cui con il premier Giuseppe Conte, hanno preso parte i ministri Francesco Boccia (Affari regionali e le Autonomie) e Roberto Speranza (Salute) e, collegati in videoconferenza, i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province, è stato sottoscritto il nuovo decreto, che resterà in vigore per 30 giorni e i cui contenuti, salvo sorprese, modifiche e rinvii dell’ultim’ora, dovrebbe essere ufficializzati oggi. Particolarmente acceso sarebbe stato il confronto con le Regioni che avrebbero chiesto il ritorno alla didattica a distanza nelle scuole superiori, così da decongestionare il trasporto pubblico locale. Nelle anticipazioni delle misure del nuovo Dpcm non c’è, però, nessun accenno alla questione. Queste, dunque, le misure più importanti contente in un testo lungo più di 14 pagine e suddiviso in 12 articoli (Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale; Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali; Misure di informazione e prevenzione sull'intero territorio nazionale; Limitazioni agli spostamenti da e per l’estero; Obblighi di dichiarazione in occasione dell’ingresso nel territorio nazionale dall'estero; Sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario e obblighi di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero; Obblighi dei vettori e degli armatori; Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera; Misure in materia di trasporto pubblico di linea; Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità; Esecuzione e monitoraggio delle misure; Disposizioni finali): divieto di feste private al chiuso o all'aperto

Il divieto di feste private al chiuso o all'aperto e "forte raccomandazione" a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. Stretta sulla movida: ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, quindi potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all'aperto. Restano chiuse le sale da ballo e discoteche, all'aperto o al chiuso, mentre sono permesse fiere e congressi. Divieto di gite scolastiche e stop al calcetto e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale.

Obbligo di mascherine in luoghi chiusi e all'aperto. L'articolo 1 del dpcm stabilisce che "è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande". Dall'obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l'uso della mascherina. Viene inoltre "fortemente raccomandato" l'utilizzo dei dispositivi "anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi".

Cinema e concerti: Resta per gli spettacoli il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1000 all'aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l'altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sono sospesi gli eventi che implichino assembramenti se non è possibile mantenere le distanze. Le regioni e le province autonome possono stabilire, d'intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi. Sono comunque fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome. Per le competizioni sportive è consentita la presenza di pubblico, "con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori" all'aperto e 200 al chiuso. Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all'ingresso. Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d'intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all'aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.

Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale. Gli sport di contatto sono consentiti, si legge nella bozza del dpcm, "da parte delle società professionistiche e ? a livello sia agonistico che di base ? dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi".     

Il Dpcm era stato preceduto da una nuova circolare del ministero della Salute che aggiorna le indicazioni sulla durata e il termine dell'isolamento e della quarantena, tenendo conto della situazione epidemiologica, delle evidenze scientifiche, delle indicazioni di organismi internazionali come Oms ed Ecdce del parere del Comitato Tecnico Scientifico riunito nei giorni scorsi. Queste le novità introdotte dalla circolare:
1) asintomatici: "Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale va eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test)"; 2) sintomatici: "Le persone sintomatiche risultate positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test);
3) contatti stretti. "I contatti stretti di casi con infezione confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall'ultima esposizione al caso; oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall'ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno". Viene inoltre raccomandato di: eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze. E ancora: prevedere accessi al test differenziati per i bambini; di non prevedere quarantena né l'esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità; promuovere l'uso della App Immuni per supportare le attività di contact tracing; 4) casi positivi a lungo termine: "Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia da almeno una settimana, potranno interrompere l'isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d'intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato)".
La Circolare chiarisce infine che: l'isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell'infezione.
La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l'obiettivo di monitorare l'eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.


REDAZIONE 13 ott 07:55