La Rete Pace Disarmo si mobilita
A seguito del confronto avvenuto nella riunione del 12 ottobre 2026, il Coordinamento nazionale della Rete italiana Pace Disarmo esprime soddisfazione per il successo della Campagna “Un’altra difesa è possibile” con la raccolta di firme sulla Proposta di legge istitutiva del Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta promossa dalla Rete congiuntamente alla Cnesc e Sbilanciamoci.
"Si chiede adesso - scrivono i sottoscrittori - all’Ufficio di Presidenza del Senato della Repubblica e ai gruppi parlamentari di incardinare al più presto la nostra Proposta di Legge nelle commissioni competenti, la nomina di un senatore/senatrice relatore/relatrice ed avviare così al più presto la discussione di merito".
I temi dell’obiezione di coscienza, della difesa civile non armata e nonviolenta, della prevenzione dei conflitti, dei corpi civili di pace tornano a trovare legittimità nel dibattito pubblico e allargano la discussione e la mobilitazione contro ogni deriva bellicista e le politiche di guerra e di riarmo.
Si muovono nella stessa direzione e in sintonia con la nostra proposta, sia la campagna promossa dal Movimento Nonviolento “Obiezione alla guerra”, per il sostegno concreto agli obiettori e disertori dei paesi in guerra e l’istituzione di un Albo degli obiettori aperto a chi ne fa richiesta, sia la Legge di iniziativa popolare “io obietto la guerra”, lanciata in questi giorni da Emergency per il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare.
"Salutiamo con favore la decisione di molti Comuni, a cui spetta la gestione delle liste di leva dei ragazzi diciassettenni, di informarli del loro diritto di obiettare al servizio militare e di servire la Patria con la nonviolenza".
Ugualmente nello stesso solco si inserisce la Campagna “Sollèvati. La coscienza non si arruola”, promossa da Pax Christi focalizzata sulle dichiarazioni preventive di obiezione di coscienza, sul contrasto al possibile ripristino della leva militare e sulla promozione della difesa non armata. Similmente, in questo contesto è inserita la campagna per l’obiezione di coscienza preventiva avviata dal M.I.R. rivolta in particolare ai cittadini di età compresa fra 18 e 45 anni, che potrebbero essere chiamati o richiamati a svolgere un servizio militare anche in zone di guerra affinché si dichiarino preventivamente ed ufficialmente obiettori di coscienza con il coinvolgimento anche delle Amministrazioni Comunali, affinché svolgano un’opportuna informazione nei confronti dei giovani iscritti nelle loro liste di leva.
Il Coordinamento Nazionale di Rete Pace Disarmo invita le associazioni e i comitati aderenti alla RIPD a promuovere nei territori, nei luoghi di studio e di lavoro, nelle parrocchie e nei circoli di aggregazione insieme a tutte le forze disponibili, momenti di confronto e di azione comune sui contenuti delle nostre proposte per la pace, la difesa non armata e nonviolenta, l’istituzione dei corpi civili di pace e la creazione di un istituto indipendente di ricerca sulla pace. Il Coordinamento nazionale RIPD impegna tutta la Rete a promuovere e partecipare alle mobilitazioni, nei territori e nelle città “Per una economia di pace” promosse congiuntamente con Sbilanciamoci e previste nelle giornate dal 14 al 22 novembreprossimo, con al centro: lo sciopero studentesco e giovanile europeo “Per il nostro futuro, non per le loro guerre” del 20 Novembre(contro il riarmo, la militarizzazione e il ripristino della coscrizione militare obbligatoria o in qualche modo indotta da ingenti finanziamenti statali), le giornate europee di mobilitazione “Stato Sociale no Stato di Guerra” promosse da Stop Rearm Europe, la discussione della legge di Bilancio in Parlamento con le controproposte della società civile.
"Aggiungiamo - scrivono gli organizzatori - la nostra alla voce dei ragazzi e delle ragazze che si rifiutano di andare ad uccidere e morire per le guerre dei potenti della Terra, e facciamola arrivare forte a chi in Italia ed in Europa vuole farci credere che la guerra è ineluttabile. Il momento di svuotare gli arsenali e riempire i granai è adesso!”.
(Foto Rete Pace Disarmo)