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Roma
di REDAZIONE 10 giu 08:03

Un piano dal forte impatto sociale

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Nel documento predisposto dal gruppo di lavoro guidato da Vittorio Colao c'è una grande attenzione per un nuovo welfare, capace di porre rimedio alle tante criticità che il Paese vive

Anche se l’attenzione generale si è concentrata soprattutto sulla parte relativa all’economia e al lavoro, quello che il comitato di esperti presieduto da Vittorio Colao ha consegnato alla Presidenza del Consiglio è un piano di rilancio del Paese dalle forti implicazioni sociali. A certificarlo è un dettagliato articolo pubblicato da redattoresociale.it. Nel documento si parla anche, fra le tante cose, di servizi territoriali sociosanitari, di persone con disabilità, di impatto di genere, di aiuti alle donne vittime di violenza, di contrasto alla povertà educativa minorile, di servizio civile e di conciliazione dei tempi di vita e di sostegno alla genitorialità (con un piano nazionale per lo sviluppo di nidi pubblici e privati e l'introduzione di un assegno unico che assorba e includa gli interventi già oggi esistenti).

Quella che Colao e il suo gruppo di lavoro hanno immaginato è una riforma del welfare che finalmente metta in campo strumenti universalistici e non con un approccio categoriale, la piena attuazione della riforma del terzo settore per sostenere le imprese sociali e lo sviluppo di un’economia sostenibile, Il sostegno e l’inclusione delle persone fragili e vulnerabili, la promozione della parità di genere, la modernizzazione dei sistemi di istruzione e di ricerca (e la loro capacità di inclusione), lo sviluppo di iniziative dedicate a bambini, ragazzi e giovani, l’attivazione di un welfare inclusivo e territoriale di prossimità per produrre coesione sociale e garantire un sostegno più efficace e personalizzato a tutti coloro che si trovano ad affrontare difficoltà straordinarie.

L’intero lavoro, intitolato “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”, per ogni iniziativa proposta presenta un contesto generale e suggerisce azioni specifiche da compiere, specificando il tipo di finanziamento previsto (pubblico, principalmente privato, no funding) e le tempistiche (attuare subito, finalizzare, strutturare). Non fanno parte del documento temi e interventi che riguardano aree già presidiate da altri comitati (ad esempio la scuola), nonché riforme ad alto grado di specializzazione, come quelle della giustizia civile, della fiscalità e del welfare, delle quali tuttavia si sottolinea la grande importanza. Tutto ora in mano al governo, che potrà utilizzarlo come contributo alla definizione delle politiche per il futuro.

Nella visione dell’Italia del futuro adottata dal Comitato ci sono tre specifici “assi di rafforzamento” per la trasformazione del Paese: il primo è la digitalizzazione e innovazione di processi, prodotti e servizi, pubblici e privati, e di organizzazione della vita collettiva; il secondo è la rivoluzione verde, per proteggere e migliorare il capitale naturale di cui è ricco il Paese, accrescere la qualità della vita di tutti e generare importanti ricadute economiche positive nel rispetto dei limiti ambientali. Il terzo riguarda parità di genere e inclusione, per consentire alle donne, ai giovani, alle persone con disabilità, a chi appartiene a classi sociali e territori più svantaggiati e a tutte le minoranze di contribuire appieno allo sviluppo della vita economica e sociale, nel rispetto del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione. La parità di genere è fondamentale per la crescita e deve diventare, per la prima volta, una priorità del Paese. Altrettanto cruciale è una drastica riduzione delle disuguaglianze economiche, territoriali e generazionali, che sono cresciute negli ultimi anni e che costituiscono un grave problema, oltre che di equità, anche di freno allo sviluppo economico e sociale del Paese. 

Nello specifico il comitato di esperti ha posto quattro macro obiettivi: l’attivazione di strumenti per potenziare rapidamente e significativamente il welfare inclusivo e territoriale di prossimità, per garantire un sostegno più efficace e personalizzato a tutti coloro che inevitabilmente si trovano ad affrontare difficoltà straordinarie ma anche per promuovere la coesione sociale; il sostegno e l’inclusione delle persone fragili e rese vulnerabili dalle crisi, perché l’Italia di domani sia davvero equa; la promozione della parità di genere, per ridurre l’inaccettabile ritardo che da decenni frena lo sviluppo del nostro Paese; lo sviluppo di iniziative dedicate a bambini, ragazzi e giovani per aiutarli a progettare e realizzare il loro futuro contribuendo a determinare quello del Paese nel suo complesso. Per ciascuno dei quattro macro obiettivi il piano propone anche un dettagliato elenco di azioni e misure da mettere in campo per fare in modo che l’elenco non resti un semplice insieme di buoni propositi. Toccherà alla politica, e questo è il vero nodo critico del documento, tradurli in scelte concrete.

REDAZIONE 10 giu 08:03