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Brescia
di LUCIANO ZANARDINI 12 mar 12:19

Bper: vicina alle attese

Vicina oltre le attese. È questo il biglietto da visita di BPER Banca. Maurizio Veggio, 59 anni, ha iniziato una nuova sfida in un campo che conosce bene e nel quale si è fatto notare anche per le sue qualità umane. Cresciuto con il Credito Agrario Bresciano, ha attraversato tutte le fusioni (Banca San Paolo, Banco di Brescia…) che hanno portato a Ubi. “Sono stato chiamato a un compito importante, stimolante e di grande responsabilità. Sono certo che grazie al contributo dei miei collaboratori presenti sul territorio da tempo faremo un ottimo lavoro. Tra qualche anno, perché no, ci ritroveremo con una BPER che non avrà solo gestito i clienti ma sarà anche cresciuta”.

Dott. Veggio, BPER era già presente sul territorio, ma con il passaggio delle filiali Ubi amplia il suo raggio di azione. Quali sono gli obiettivi nel medio-lungo periodo nel Bresciano?

Con l’operazione BPER fa un salto di qualità molto rilevante in una delle zone più ricche e produttive del Paese. Presente in tutta Italia, aveva una forte concentrazione nelle zone di origine, in Emilia Romagna, ma non era molto radicata in Lombardia e nella provincia di Brescia. Dal 22 febbraio BPER ha circa 300 filiali sul territorio lombardo, di cui 115 sono riferite alla Direzione regionale Brescia: un centinaio sono su Brescia, ma la Direzione ha la responsabilità anche dei territori di Cremona e Mantova. BPER vuole inserirsi in un contesto economico e sociale produttivo. Il Dna di BPER, molto simile a quello che ha caratterizzato Ubi, privilegia l’attenzione al territorio. C’è una cultura del cliente in piena continuità. È una Banca che tiene molto al rapporto con le persone. Con questo progetto ha “acquisito” 950 dipendenti che sono rimasti dove erano prima: sono cambiate le insegne, ma i direttori delle filiali e i colleghi sono gli stessi; c’è una grandissima continuità relazionale che si unisce all’attenzione alla clientela e ai prodotti.

Cambia il nome della Banca ma non il personale: è questa la garanzia che mettete sul piatto?

Il punto di forza è quello. Se ci fosse stata discontinuità, specie in un contesto pandemico come quello attuale, avremmo avuto maggiori problemi da gestire. Il cliente entrando in filiale ha trovato la stessa persona come riferimento. E questo vale anche per le imprese.

Quali strategie avete per consolidare e rafforzare i clienti?

Oggi viviamo una situazione di migrazione che è ancora in corso. Parliamo di un’operazione imponente e realizzata totalmente da remoto. Stiamo chiudendo tutta la parte operativa per consentire ai clienti di operare in tranquillità. Ci sarà spazio anche per dare dei segnali tangibili di questo ingresso nel territorio. La cosa più importante è la qualità della Banca. Se guardiamo ai dati patrimoniali, BPER ha dei numeri e una solidità importante. Dopo questa acquisizione è passata a circa 4 milioni di clienti, gli stessi numeri che prima poteva contare Ubi. Questa è la prima garanzia per i clienti: hanno una Banca solida, attenta al territorio, alle famiglie e alle imprese.

Avrete un’attenzione al mondo produttivo ma anche ai piccoli risparmiatori?

Sì, assolutamente. In questo siamo agevolati dalla struttura stessa della Banca sia sulla parte investimenti sia sulla parte finanziamenti. Ci sono una grandissima qualità dei prodotti di investimento e una grandissima attitudine alla consulenza (per quanto riguarda la parte privati). Parliamo di una Banca molto dinamica, avanti, veloce e attenta a tutti i clienti, come hanno dimostrato, tra l’altro, le operazioni di finanziamento garantite dallo Stato in questi ultimi mesi.

Si tratta di una sfida con un carico non indifferente di responsabilità. Come siete strutturati?

Le 115 filiali sono organizzate in tre aree territoriali: Brescia Est (da Brescia al lago di Garda e alla Valsabbia); Brescia Ovest (da Brescia alle zone della Franciacorta e della Valcamonica); Mantova (fa riferimento alle filiali di Mantova, Cremona e della Bassa Bresciana). Abbiamo tre Centri impresa suddivisi sul territorio per gestire 2.300 aziende corporate (con un fatturato significativo). E per meglio seguire i clienti abbiamo predisposto tre “corner” nelle piazze di Breno, Salò e Cremona.

Nel tempo è entrato in crisi il rapporto di fiducia nei confronti delle banche. Da dove ripartire?

Bisogna ripartire dal contatto umano. Lo dico in maniera molto convinta. È vero che c’è stata un’accelerazione nei processi di digitalizzazione che continuerà ad evolversi in una maniera sempre più funzionale per le banche, le imprese e le persone fisiche. I meccanismi e le piattaforme si devono parlare. Oggi circa il 50% di chi ha una relazione con una Banca opera o può operare in via remota. Il rapporto umano deve però contribuire in maniera essenziale. Se alcune operazioni legate al mondo dei servizi possono essere portate avanti con un click, nella consulenza l’aspetto umano sarà sempre un valore assoluto e imprescindibile.

L’imponente migrazione di dati ha prodotto qualche disservizio?

Non nascondo che abbiamo avuto nei primi giorni qualche problema, in particolare nelle migrazioni dei canali digitali. Ci scusiamo per i disservizi in via di risoluzione, e chiediamo ai clienti di portare pazienza: stiamo lavorando con il massimo impegno. Per dare loro il benvenuto, intanto, abbiamo deciso di offrire a tutti i clienti correntisti privati un’assicurazione di un anno, “Copertura Covid”, che copre in caso di contagio. L’assicurazione è emessa da Arca Assicurazioni ed è totalmente a carico di BPER. La copertura parte dal 31 marzo: i clienti non dovranno fare nulla per attivarla”.

LUCIANO ZANARDINI 12 mar 12:19