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Brescia
di L. ZANARDINI 01 lug 00:00

I metalmeccanici in piazza

Metalmeccanici (ma non solo) in piazza. Da una parte uno sciopero di quattro ore con la manifestazione mattutina in Piazza Loggia alla presenza dei segretari nazionali (Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella), dall’altra nel pomeriggio, al Grande, l’Assemblea generale nazionale di Federmeccanica

La protesta dei metalmeccanici si concentra sul rinnovo del contratto scaduto lo scorso 31 dicembre, le cui trattative sono ferme al palo. “Nonostante la disponibilità di Fim, Fiolm e Uilm, Federmeccanica ha risposto – spiega il segretario della Cisl bresciana, Francesco Diomaiuta – con una piattaforma che non tiene conto del contratto nazionale ma si rivolge a una forte ed esasperante contrattazione aziendale. Questo lo riteniamo inaccettabile: la piattaforma andrebbe a coprire solo il 30% dei lavoratori della metalmeccanica e non tutti i lavoratori di quel settore; copre aziende di grande dimensioni, ma lascia fuori tutto il mondo delle piccole e medie imprese che non hanno la possibilità della piattaforma aziendale. È questo il tema in discussione: riguarda tutto il mondo del lavoro dipendente”. In piazza, quindi, anche i dipendenti della pubblica amministrazione e del settore del commercio. “Sì, ci sono tutti i dipendenti. Rischia di passare – continua il segretario della Cisl bresciana – questa impostazione ‘ideologica’ da parte di Federmeccanica… Noi come Cisl siamo proiettati una contrattazione aziendale e territoriale, che copra la produttività e le aziende che hanno più capacità, ma sempre con il riferimento di un contratto nazionale che garantisca tutti”.

La posta in gioco è alta, anche perché le contrattazioni del mondo metalmeccanico hanno fatto sempre storia, in diritto si direbbe giurisprudenza, rispetto alle altre contrattazioni. Le tre sigle sindacali anche per questo hanno deciso di esserci e di dare un segnale nazionale. Non dimentichiamoci che a Brescia la meccanica e la metalmeccanica rappresentano un motore trainante per l’intero Paese.

Ma qual è oggi il livello di confronto tra il mondo della politica e quello dei sindacati? “L’attenzione della politica riflette, senza offendere nessuno ma per essere chiari, il ‘renzismo imperante’: la politica si ritiene autosufficiente ovvero sostiene di non avere bisogno dei corpi intermedi e del confronto. Noi riteniamo che i corpi intermedi, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, devono essere dei riferimenti importanti. Il confronto si è riaperto un po’ con il ministro Poletti. Il tentativo c’è, speriamo di avere qualcosa di concreto; non mi pare però di vedere grandi risposte rispetto alla flessibilità in uscita o sui voucher… Vediamo come si sviluppa il tavolo, noi come Cisl abbiamo comunque sempre la cultura del confronto per portare a casa risultati concreti per i lavoratori, per i pensionati e per i cittadini”.
L. ZANARDINI 01 lug 00:00