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Milano
di REDAZIONE 02 ott 07:30

La cooperazione in Lombardia

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Presentata ieri a Milano la relazione "Nuove norme per la cooperazione in Lombardia". In Regione sono circa 11mila le cooperative attive

Sono circa 11 mila le cooperative attive in Lombardia (erano quasi 19 mila nel 2018), di cui 1.820 sono le cooperative sociali (pari a circa il 16%). Costruzioni (3.461 cooperative, pari al 18%), trasporti e magazzinaggio (3.303, 17%) e servizi alle imprese (2.489, 13%) i settori dove si concentrano per lo più le attività cooperative.

Questi i dati contenuti nella Relazione informativa circa l’attuazione della l.r. 6 novembre 2015, n. 36 “Nuove norme per la cooperazione in Lombardia”, esaminata dal Comitato di controllo e valutazione, presieduto da Barbara Mazzali (FdI) e da Marco Degli Angeli (M5S).

Dal documento, illustrato da Angelo Orsenigo (PD), emergono informazioni dettagliate riguardo alla situazione in Lombardia che vede occupati nel settore 18.656 addetti, concentrati per il 60% nella Città Metropolitana di Milano. Dai dati emerge anche che, negli ultimi 10 anni, il settore ha visto una contrazione dell’11%.

Capitolo importante, quello che riguarda le cooperative sociali: 1.820 nel 2018, pari a circa il 16% delle cooperative attive, per lo più presenti nelle province di Milano (27%), Brescia (15%) e Bergamo (12%). Le cooperative sociali di tipo B, ovvero quelle che svolgono attività di varia natura (agricola, industriale, artigianale, commerciale o di servizi) finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, si concentrano invece nelle province di Cremona e Brescia, con rispettivamente il 44% e il 40%.

In questo ambito, nel 2018, hanno trovato lavoro 793 persone con disabilità.

Più in generale, dal punto di vista dell’occupazione, in tutte le province lombarde la maggior parte delle cooperative impiega meno di 6 addetti, (il 54% a Brescia, il 74% a Lodi) e solo una piccola percentuale (al di sotto del 5% circa) ha oltre 50 addetti. Nelle province di Varese, Sondrio, Monza Brianza, Lecco, Lodi e Milano almeno un terzo delle cooperative non ha addetti; a Milano la percentuale sale al 42,5%, mentre nelle altre province - in particolare Bergamo, Brescia, Pavia e Mantova - le imprese senza addetti sono meno del 20%, ed è più alta la quota di cooperative che impiegano manodopera.

“Dalla relazione si evince che in questi anni sarà fondamentale sostenere interventi di sviluppo del sistema cooperativo – ha dichiarato il vicepresidente del Comitato, Marco Degli Angeli (M5S) -. Alcuni effetti del Covid si vedranno nei prossimi mesi. Proprio per questo sarà fondamentale puntare maggiormente sulle cooperative sociali e, in particolare, su quelle che si occupano di persone svantaggiate, o costituite da giovani o lavoratori espulsi dal mercato del lavoro o nate da aziende in crisi. Vanno elaborati strumenti e forme di sostegno mirate e distinte sia per sostenere lo sviluppo delle cooperative già esistenti sia per agevolare la nascita di nuove, prevedendo anche un sistema di premialità per gli enti locali che si appoggiano a cooperative sociali”.

Due i punti sottolineati anche dal consigliere Angelo Orsenigo (PD): valutare le conseguenze dell’emergenza Coronavirus sulle cooperative e un impegno da parte dell’Assemblea lombarda per quanto riguarda le cooperative sociali di tipo B.

“Dalla relazione che abbiamo esaminato emerge una indicazione forte e chiara sulla necessità di valutare gli effetti dell’emergenza Coronavirus sulle cooperative, soprattutto su quelle che erogano servizi di welfare – ha detto il consigliere Orsenigo -. Soprattutto abbiamo richiamato l’attenzione sugli ostacoli che impediscono una piena attuazione della legge regionale in materia. In particolare, auspichiamo che presto venga discussa una Risoluzione che riguarda l’accesso al lavoro da parte delle persone con disabilità”.

REDAZIONE 02 ott 07:30