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Brescia
di M.VENTURELLI 03 mar 00:00

Occupazione: dalla Regione aiuti per i contratti di solidarietà

Nei giorni scorsi una delegazione del consiglio regionale ha incontrato a Brescia le rappresentanze sindacali per verificare gli effetti di una legge approvata nel 2013

Le Regioni, è noto, non hanno particolari competenze in tema di lavoro. Questo limite, però, non le esime, soprattutto in una stagione ancora segnata da grandi difficoltà, dallo studiare iniziative che possano contribuire a rendere meno pesante la situazione di tanti lavoratori e di tante imprese.

È in questa prospettiva che deve essere inquadrata l’iniziativa a suo tempo assunta dalla Regione Lombardia. Sul finire del 2013, su iniziativa del gruppo del Movimento 5 Stelle l’assemblea lombarda aveva approvato all’unanimità una legge (la n° 21 del 23 dicembre 2013) con cui metteva 2 milioni euro a disposizione di lavoratori e aziende per incentivare il ricorso ai contratti di solidarietà. Si tratta di una misura, alternativa al massiccio ricorso alla cassa integrazione, che, grazie ad accordi tra l’azienda e le rappresentanze sindacali, consente la diminuzione dell’orario di lavoro al fine di mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale e quindi evitare la riduzione del personale (contratti di solidarietà difensivi).

Il sacrificio imposto ai lavoratori, in seguito alla diminuzione dell’orario di lavoro, può essere per legge recuperato attraverso un rimborso di quote di retribuzione da parte dell’Inps. Due, come previste dalla legge nazionale che istituiva i contratti di solidarietà, le tipologie di intervento previste dalla norma regionale: quelle a favore della aziende rientranti nel campo di applicazione della disciplina in materia di cassa integrazione guadagni straordinaria e quelle le realtà non rientranti nel regime di cigs e per le aziende artigiane.

Per il 2014 la Regione aveva suddiviso la dotazione di 2 milioni di euro a disposizione di questo importante progetto di sostegno all’occupazione in modo che il 40% andasse alle aziende ammesse alla cigs e il 60% alle altre. Nei giorni scorsi i consiglieri regionali Stefano Buffagni (M5S), Michele Busi (Patto civico) e Fabio Rolfi (Lega Nord) hanno incontrato a Brescia le rappresentanze sindacali per un confronto su una legge che, dati, alla mano non ha trovato quella risonanza che avrebbe meritato. “Un po’ – è stato sottolineato dai consiglieri regionali – per una naturale propensione degli imprenditori ad affidarsi alla cassa integrazione e un po’ per alcuni limiti attribuibili al governo centrale”. Roma avrebbe tolto dalla legge di stabilità quella parte di risorse per cofinanziare il rimborso di quote di retribuzione per i lavoratori delle aziende di tipo “B” (quelle più piccole e maggiormente bisognose anche di queste forme di aiuto). La mancanza di copertura economica e le difficoltà legate alla certezza dei tempi per accedere ai contratti di solidarietà ha impedito alle imprese di piccolissime dimensioni di accedere alle risorse messe in campo dalla Regione.

Meglio, invece, è andato alle imprese che già possono contare sulla cassa integrazione, che in breve hanno estinto la dotazione messa a disposizione dal Pirellone. Nel Bresciano sono 17 le imprese, per un totale di oltre 500 lavoratori, che hanno potuto beneficiare delle risorse regionali. L’incontro con le rappresentanze bresciane di Cgil, Cisl e Uil hanno permesso ai consiglieri regionali di prendere atto di specifiche esigenze di un territorio come quello bresciano, per tanti versi “culla” dei contratti di solidarietà, che crede in queste forme di tutela dell’occupazione. I rappresentanti dell’assemblea regionale hanno ribadito che senza un’attenzione del governo centrale anche le misure stabilite a Milano rischiano di avere poca efficacia.
M.VENTURELLI 03 mar 00:00