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Brescia
di REDAZIONE 20 apr 07:24

Prandini: servono macchine e voucher

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Dal presidente di Coldiretti un nuovo appello: la filiera dell'agroalimentare non ha solo bisogno di lavoratori occasionali per il tempo del raccolto che si avvicina, ma anche di attrezzature e macchinari prodotti da aziende che in questo momento sono ferme.

Dall’agricoltura arriva un nuovo grido d’allarme e a lanciarlo è Ettore Prandini. “Lo stop prolungato al settore della meccanica agricola -afferma il presidente di Coldiretti - aggrava la situazione di difficoltà nelle campagne dove alla mancanza di lavoratori per i raccolti si aggiungono le difficoltà per le forniture di macchine, attrezzature e ricambi agricoli necessari per la lavorazione nei terreni”. È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che chiede al più  presto i voucher per il settore e di riaprire la meccanica agricola come hanno già fatto molti Paesi.

Per garantire l’approvvigionamento alimentare - sottolinea Prandini - la meccanizzazione diventa una scelta necessaria in questo momento in cui è venuto a mancare l’apporto lavorativo di molti degli stagionali stranieri che ogni anno arrivavano dall’estero garantendo un quarto delle giornate lavorative nei campi, a causa del blocco delle frontiere. “Le imprese agricole – continua Prandini – necessitano di macchine, attrezzature e ricambi per arare il terreno, seminare, mantenere sane le colture, irrigare e raccogliere ma anche per dar da mangiare agli animali, mungere e conservare il latte”.

Accanto alla richiesta di riaprire quanto prima le aziende della meccanica agricola, Prandini rilancia anche quella di una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne. “L’Italia – sono le considerazioni di Prandini - non ha bisogno di posizioni ideologiche o di scorciatoie, ma di scelte pragmatiche per il bene del Paese, come quelle che riguardano l’agricoltura e la produzione alimentare”.

Per combattere le difficoltà occupazionali, garantire le forniture alimentari e stabilizzare i prezzi con lo svolgimento regolare delle campagne di raccolta in agricoltura la Coldiretti ha varato la banca dati “Jobincountry” autorizzata dal Ministero del Lavoro” una piattaforma di intermediazione della manodopera autorizzata che offre a imprese e lavoratori un luogo di incontro, prima virtuale on line e poi sul campo.

In pochi giorni sono giunte migliaia di richieste di cittadini italiani in difficoltà, Molti lavorano nel settore dell’industria, del turismo e del commercio – rileva la Coldiretti – e beneficiano di un ammortizzatore sociale che perderebbero se fossero assunti nei campi. “E per questo che –conclude Prandini - servono in voucher limitatamente a certe categorie e solo strettamente per il periodo di emergenza del coronavirus al termine del quale è auspicabile la ripresa del mercato del lavoro”.

Dal fronte della politica una prima risposta all’appello del presidente di Coldiretti è giunta da Fabio Rolfi, assessore regionale all’agricoltura cha ha spiegato la strategia della Lombardia in tema di occupazione in agricoltura. Prevede la collaborazione stretta con i centri per l'impiego al fine di mettere in correlazione domanda e offerta di lavoro. Così da dare priorità – ricorda Rolfi - a chi è disoccupato e a chi percepisce il reddito di cittadinanza".

Sulla reintroduzione dei voucher le posizioni di Rolfi e Prandini sono simili. “Credo sia necessario reintrodurli in forma semplificata. – è il parere dell’assessore regionale -  I tempi sono stretti e non dobbiamo arrivare a ridosso del periodo di raccolta dell'uva e dell'ortofrutta. È necessario fornire agli imprenditori uno strumento che consenta di utilizzare al meglio la manodopera temporanea. Le cifre relative ai voucher del settore agricolo in Lombardia sono importanti: circa 160mila di media all'anno quando erano in vigore”.

REDAZIONE 20 apr 07:24