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Rovato
di REDAZIONE 09 giu 13:26

Verso la Carbon Neutrality

Una strategia a lungo termine, con basi scientifiche e trasparente: è questo il percorso che Acque Bresciane ha scelto per raggiungere la Carbon Neutrality e contenere l’aumento della temperatura globale. Impegno che ha preso il via con il calcolo dell’impronta carbonica della società del 2020 e la compensazione del 100% delle emissioni di CO2 dello scorso anno, ma punta già alla riduzione delle emissioni del 2021 almeno del 40% e ad ottenere la validazione dei propri obiettivi da parte del network internazionale Science Based Target initiative (SBTi).

L’SBTi è frutto di una partnership fra CDP, Global Compact delle Nazioni Unite, World Resources Institute e WWF, nata con l’intento di stabilire le linee guida tecniche e i criteri utili alla definizione di obiettivi ambiziosi di mitigazione del cambiamento climatico, in linea con le più recenti indicazioni della scienza. Ogni azienda che presenta formalmente l’intenzione di adottare un SBT deve, entro due anni, elaborare il proprio obiettivo di riduzione e sottoporlo al network.

Acque Bresciane adotta un approccio integrato – ha illustrato il presidente della società Gianluca Delbarba -, che si concentra sulla valorizzazione dell’acqua, dal prelievo alla reimmissione nell’ambiente, ma che vuole anche migliorare tutti i processi. Questo significa ridurre le emissioni di gas effetto serra e contribuire così al contenimento delle temperature globali”.

L’analisi dell’impronta carbonica si è svolta seguendo due standard, il protocollo GHG* e la Norma UNI EN ISO 14064-1:2019 “per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione”. L’applicazione di questi due strumenti permette di monitorare le emissioni di Gas a effetto serra connesse alle attività aziendali in un anno, seguendo una metodologia trasparente e standardizzata, che definisce le modalità di conduzione dell’analisi delle emissioni e di esecuzione di confronti temporali.

 Nello specifico, le emissioni di GHG vengono individuate e contabilizzate distinguendo fra:

·      emissioni dirette, definite Scope 1 dal GHG Protocol, ossia provenienti dalle installazioni dell’organizzazione

·      emissioni indirette (Scope 2) tra cui quelle derivanti dalla generazione di elettricità, calore e vapore importati e consumati dall’organizzazione.

·         altre emissioni, definite Scope 3 dal GHG Protocol, indirettamente associate allo svolgimento delle attività aziendali, quali, ad esempio, le emissioni derivanti dalla produzione dei beni acquistati o dal trattamento dei rifiuti prodotti. A differenza degli SCOPE 1 e 2, che devono obbligatoriamente essere conteggiati, per lo SCOPE 3 viene lasciato un ampio margine di discrezionalità: è l’organizzazione a decidere se includere o meno le “altre emissioni indirette” nell’analisi ed eventualmente quali fonti di emissione considerare, in funzione della propria volontà di definire un quadro più o meno completo e rappresentativo della realtà aziendale. Acque Bresciane ha scelto di considerare nello Scope 3 lo smaltimento dei fanghi di depurazione, le emissioni indirette da consumo energetico, l’acquisto di prodotti chimici e il pendolarismo dei dipendenti.

 La valutazione degli impatti di Acque Bresciane ha preso il 2020 come primo anno di un’analisi dettagliata delle emissioni e diviene quindi l’anno di riferimento per le future comparazioni in tema di emissioni e rimozioni di GHG. 

Misura, riduci, compensa. Questo l’approccio che abbiamo avviato attraverso l’analisi puntuale delle emissioni 2020, la loro completa compensazione e gli impegni fin da subito a ridurle nel 2021– ha commentato Francesco Esposto, responsabile Innovazione e sostenibilità di Acque Bresciane -.  Abbiamo anche condiviso una pianificazione a medio lungo termine che confidiamo possa essere validata scientificamente dai migliori standard internazionali (SBTi)”.

 Tre i progetti scelti per compensare le emissioni dei gas effetto serra, tutti certificati con standard riconosciuti dalle Nazioni Unite, Gold Standard e Verified Carbon Standard, con un investimento complessivo di 43.680 Euro. Il primo riguarda la realizzazione di un parco eolico nel Distretto di Süleoğlu in Turchia, per accelerare la crescita del settore eolico e stimolare la produzione di tecnologie di energia rinnovabile nel Paese, accreditato Gold Standard. Sempre nel campo della produzione delle energie rinnovabili, Hydro India si riferisce alla costruzione di una nuova centrale idroelettrica da 4.500 GWh per una potenza massima di 1.000 MW, omologata con lo standard VCS (4.100 le tonnellate di CO2 equivalenti compensate). Infine l’iniziativa in Africa, REDD+ (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation) sostiene la conservazione delle foreste con l’obiettivo principale di ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla deforestazione e dal degrado delle foreste. Il progetto si basa su un meccanismo economico sviluppato nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Nel calcolo dell’impronta carbonica Acque Bresciane si è avvalsa della consulenza tecnica di Carbonsink, società italiana specializzata in strategie di decarbonizzazione net-zero e di gestione dei rischi climatici per le imprese. Nasce nel 2011 come Spin-off dell’Università degli Studi di Firenze e oggi ha sedi a Firenze, Milano e Maputo (Mozambico). Carbonsink è il primo provider italiano accreditato CDP dal 2017 e dal 2021 il primo CDP Silver Partner ad offrire servizi SBT (Science Based Target) in Italia. È inoltre l’unica società italiana a far parte dell'International Emissions Trading Association (IETA) e dell'International Carbon Reduction and Offset Alliance (ICROA) dal 2015. 

REDAZIONE 09 giu 13:26