Auto elettriche: il pagamento della sosta
La lettera del Consigliere Nazionale di Insieme - Lavoro e Famiglia, Solidarietà e Pace
Inerente il tema di cui si sta leggendo la perplessità o la contrarietà, mi unisco a tale sentimento, avendo letto utili contributi di studiosi, enti di ricerca, comunità di persone che si stanno unendo con approfondimenti vari, sulla tematica della mobilità elettrica. Per citarne alcuni, Il Prof. Leonardo Becchetti dell’Università Sapienza di Roma, il Prof. Mario Grosso del Politecnico di Milano, il gruppo di acquisto ecoverso.org , la comunità di appassionati elettronauti.it e vaielettrico.it , il portale motus-e.org. Un elenco non esaustivo sicuramente, ma con importanti argomentazioni al loro interno; ne seguono alcune.
Idealmente le città e i centri urbani dovrebbero essere liberi dai veicoli, percorsi solo da un trasporto pubblico urbano ed extraurbano a zero emissioni unito a una mobilità ciclistica capillare. La conversione in una mobilità a zero emissioni in Italia è in atto, ma rallentata da molteplici fattori e colli di bottiglia: fonti rinnovabili bloccate o con attivazioni ritardate da regolamenti troppo stringenti delle amministrazioni pubbliche nelle varie declinazioni, qualche perplessità da parte dei cittadini sulle motorizzazioni elettriche, costi ancora elevati di auto e veicoli commerciali elettrici, rete di colonnine per la ricarica elettrica ancora non ben distribuite, rete elettrica nazionale da perfezionare.
Se pensassimo che ogni palo dell’ illuminazione pubblica potrebbe diventare una potenziale colonnina di ricarica (sperimentazione in Abruzzo), che ogni discarica che abbia cessato il conferimento di rifiuti potrebbe diventare un parco fotovoltaico con annesse stazioni di accumulo di energia (B.E.S.S. - Battery Energy Storage Systems), attraverso il riuso delle batterie rimosse dai veicoli o di batterie precedentemente utilizzate in altri ambiti (in sostanza una batteria avrebbe tre vite: uso veicolare/industriale, Bess e infine recupero del materiale per nuove batterie, ovvero un circuito quasi chiuso). Andando avanti il posizionamento di agri-fotovoltaico verticale od orizzontale (leggere gli studi del C.N.R. per smentire le "fake news” sull’impossibilità di coltivare o di inerbire), il posizionamento di fotovoltaico sulle strutture industriali, artigianali, commerciali con relativi parcheggi, tutti e proprio tutti gli edifici pubblici nuovi, ristrutturati o storici (per questi ultimi serve maggiore apertura da parte degli enti deputati alla loro tutela). E’ vero che dietro all’estrazione di componenti necessari per la costruzione di batterie, la componentistica e per l’utilizzo di acqua, sole, vento e geotermia, c’è un impatto sociale importante quale lo sfruttamento della manodopera nei paesi fornitori di materie prime. Se si procedesse nella direzione del ciclo chiuso di recupero e riuso, nel tempo questa situazione si attenuerebbe. I presidi deputati ai servizi strategici per la popolazione, la cui autonomia energetica deve essere ogni-tempo, sono siti utili per il posizionamento di BESS come generatori di energia anche in caso di emergenza.
Delle quattro cause che stanno alimentando l’inquinamento e l’incremento delle temperature (estrazione e combustione di combustibili fossili, allevamento e agricoltura intensivi, trasporto veicolare), quello meno difficile da risolvere e di maggiore immediatezza è il trasporto veicolare privato. Tutte le quattro cause concorrono al danno ambientale, non c’è chi inquina di più o di meno.
Pertanto, fino a quando le amministrazioni pubbliche in sinergia tra loro, non avranno realizzato un trasporto pubblico a zero emissioni, capillare, interconnesso almeno tra città e hinterland, considerando non solo la mobilità scolastica e lavorativa in orari d’ufficio, ma anche per i turnisti, conviene che lascino il maggior numero di agevolazioni per coloro che individualmente si stanno impegnando con i propri investimenti economici a transitare verso le opportunità di energia rinnovabile. Da ricordare che dove il peso delle fonti fossili è maggiore, l’elettricità tende a costare di più (04/08/2026 in Italia all’ingrosso 198 euro/MWh, laddove le rinnovabili sono maggiormente attive 30-40 euro/MWH).