La Soldanella: una stella che si spegne
Tra i molti appuntamenti musicali che hanno accompagnato la conclusione dell’anno 2025, uno in particolare si è distinto per la commossa partecipazione di pubblico e interpreti: stiamo parlando del concerto del Coro di voci virili La Soldanella svolto il 13 dicembre presso la chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate presso Cogozzo di Villa Carcina, diretto da Paolo Corini. Il programma, che ha proposto brani che nel tempo hanno reso celebre la formazione, ha suggellato la conclusione di un’attività musicale durata circa settant’anni, costellata di premi e riconoscimenti ma afflitta, come molte realtà associative, dal mancato ricambio generazionale.
Il Coro, nato ufficialmente nel 1961, dopo l’esordio con il maestro Roberto Piana (prematuramente scomparso), passò sotto la direzione del maestro Pasquino Zanotti, maturando una qualità interpretativa di altissimo livello. Le accurate trascrizioni di Zanotti, che valorizzavano le possibilità vocali e timbriche di ogni elemento, una raffinata tecnica di armonizzazione, consentirono alla formazione di raggiungere risultati veramente notevoli, contraddistinti da eleganza e chiarezza del linguaggio musicale. Con le sue esecuzioni a cappella, il coro era in grado di comunicare efficacemente emozioni e spiritualità raccogliendo ovunque ampi consensi di pubblico e critica.
La Soldanella si apriva così ai circuiti nazionali e internazionali, con l’esecuzione di un repertorio sempre più ampio che spaziava dai canti di montagna, al folk, ai canti di trincea e alle Christmas carols, non tralasciando madrigali e mottetti, mostrando competenza espressiva nella lingua inglese, tedesca senza escludere i dialetti italiani. Nel discorso commemorativo della serata è stato ricordato in particolare l’anno 1972, che vide la conquista dello “Stambecchino d’Oro” al XII Concorso di Canto Corale di Tradate (VA). Premio vinto anche l’anno successivo. Il trofeo è stato consegnato alla vedova del maestro Pasquino in ossequio alle sue ultime volontà, avendo espresso il desiderio, nel caso la formazione si fosse sciolta, di poterlo ricevere come ricordo.
Nel corso del concerto del 13 dicembre, giunti all’esecuzione di Signore delle Cime, la commozione degli esecutori è trapelata in tutta evidenza. Nella loro mente certamente dovevano scorrere le immagini dei molti amici rimasti indietro, dei successi condivisi, delle esperienze vissute. A quel punto il pubblico, che riempiva la chiesa fino all’inverosimile, li ha sostenuti con un caldo e forte applauso, quasi un abbraccio rivolto a ogni corista per ringraziarlo di una vita vissuta alla sequela della musica, una vita spesa bene, per usare un’espressione di Luciano Pavarotti. Durante la serata, si sono avvicendati il saluto del Sindaco di Villa Carcina Moris Cadei, del Presidente della Comunità Montana Valle Trompia Massimo Ottelli, e del Presidente della corale Aldo Belloni e, come ultimo commiato, c’è stata la consegna del Premio Solidarietà giunto alla ventesima edizione, istituito dal Gruppo Corale La Soldanella. E a proposito del nome del Gruppo, ormai defilato dai programmi di sala futuri, ancora un ricordo del maestro Pasquino Zanotti: “In una gita al Re di Castello sopra la Val Daone - io e Bruno Negri cogliemmo alcuni fiori di soldanella e lanciammo l’idea per il nuovo nome da dare al coro. I coristi condivisero la scelta e nacque così il Coro “La Soldanella”.