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Brescia
di CELSO VASSALINI 24 giu 09:55

La persona al centro

Cortese Direttore,

nei giorni più bui li abbiamo visti aggirarsi per strade deserte per aiutare fino all’ultimo concittadino. Alcuni Sindaci e Sindache sono un bene prezioso per le nostre comunità. Sosteniamoli e proteggiamoli, toh, noi italiani ci siamo accorti che i medici e gli infermieri e para infermieri sono eroi. Adesso. Nessuno spari su di loro, ma evidenziate i responsabili tra i dirigenti e responsabili nominati politicamente vari, oltre i politici vari maggioranza e opposizione silenti e invisibili. Mentre attendo lale dimissioni di alcuni Ministri del Mov5 stelle per incapacità e vergogna europea, vergognosamente sostenuti dal Pd…! Leggo le parole del sindaco di Bergamo che chiede una svolta riformista del Pd e una nuova leadership. Leggo le reazioni del Presidente Regionale Pd Prof. Claudio Bragaglio.

Tutto questo mentre la valanga peggiore di sempre si abbatte sul paese, l’economia, le famiglie. Mah! Per sollevare un peso serve una leva. La leva necessaria a ripensare il modello di società, convivenza, economia, è la dignità della persona: quella che si afferma nel diritto al lavoro (articolo 1 della Costituzione e aggiungere cultura della prevenzione della persona umana) e nell’accesso a diritti e doveri propri della partecipazione alla democrazia. Il futuro dell’emancipazione passa da qui e non esistono scorciatoie. Riportare al centro del pensiero politico e dell’azione di governo la persona nelle sue libertà, diritti, capacità implica: · La rottura di equilibri e rendite di potere incrostate nel tempo e divenute alimento delle disuguaglianze indecenti nel presente. · Indirizzare la svolta tecnologica verso l’etica della sostenibilità ambientale e sociale attrezzando i mercati del lavoro a una relazione nuova tra profitti, merito e formazione permanente. Società digitale e spinta all’innovazione nel pubblico e nel privato, economia green, parità di genere e inclusione sociale assumono un senso solo sulla base di questa premessa. ·

Fondare su un vero, federalismo la ripartizione di funzioni e poteri con una riserva di legge allo Stato e lo smantellamento di burocrazie centrali e regionali premessa per una Amministrazione modernizzata nel personale e nelle strategie a iniziare da modalità di selezione e formazione delle future professionalità patrimonio del pubblico. · Ribaltare l’impianto di welfare restituendo centralità al diritto alla felicità dei soggetti sinora più penalizzati, per primi i giovani e le donne. · Offrire un patto generazionale che investa sulla scuola a ogni livello per contrastare il digital divide e sull’accesso a una piena cittadinanza in termini di vivibilità e di ascolto: dalla salute alla casa, da un territorio posto in sicurezza a un’economia ecologicamente sana. · Investire risorse e programmi in una stagione di partecipazione civica di lavoratori e cittadini, singoli e associati, all’azione pubblica, all’attività culturale, all’impegno economico come fattore strategico per una democrazia inclusiva nel solco testimoniato dai soggetti promotori di una cittadinanza attiva. Da queste premesse non è impossibile far discendere le traduzioni operative che servono adesso, subito. Invece ora per giorni (sic) prevarranno geografie interne, interviste e alleanze e altre furberie. Peccato, perché ora servirebbe la Politica. Ma ne siamo ancora capaci? Tutto sommato viene voglia di rimboccarsi le maniche e almeno provarci. 

CELSO VASSALINI 24 giu 09:55