Bilioteche: contenimento dei costi e potenziamento
La riflessione del Consigliere delegato alla Cultura della Provincia di Brescia
Ho letto con sconcerto sui media locali l’accusa rivolta alla Provincia di non aver voluto coprire l’adeguamento contrattuale dei lavoratori della logistica, diminuendo, così, il prestito interbibliotecario della RBB (Rete Bibliotecaria Bresciana) e penalizzando, di conseguenza, tutti cittadini, soprattutto quelli dei centri più piccoli.
In verità la Provincia – in data 4 giugno – ha convocato la Consulta, organo composto dal Presidente o suo delegato e dai legali rappresentanti degli enti gestori dei sistemi bibliotecari o dai presidenti dei sistemi – gli otto sistemi che compongono la RBB- al fine di affrontare e risolvere il problema di un aumento dei costi del prestito interbibliotecario attorno al 40% dal prossimo anno.
La Provincia, con i propri dirigenti, ha affrontato e studiato con attenzione il problema alla luce di un’organizzazione che impone un efficientamento, dal momento che la Rete esiste dal 1988 (quasi 40 anni or sono); da allora il mondo, soprattutto da un punto di vista sociale, che fruisce delle biblioteche e dei servizi, è radicalmente cambiato, così come sono cambiate le esigenze dei lettori. Alcuni servizi di allora, oggi risultano anacronistici. Oggi la RBB fornisce servizi centralizzati come la biblioteca digitale MLOL (media library on line), per leggere anche in digitale ed evitare spostamenti lunghi e costosi di volumi cartacei. Risultano disponibili nel 2025 ben 61.983 e-book (+ 15,20% rispetto al 2024); 5.089 audiolibri (+17,33%); ben 7.759 periodici. Hanno utilizzato il servizio ben 26.092 utenti (+7,89%) che hanno realizzato 96.697 prestiti con un incremento del 7,71% e 910.104 consultazioni di periodici.
Il mondo del prestito bibliotecario, uno fra i tanti servizi della rete, si è radicalmente modificato e alla luce di questo si sono fatte delle simulazioni che, data anche la leva economica (le risorse non si moltiplicano per miracolo), hanno consentito di verificare che il numero medio dei prestiti mensili interbibliotecari ( quindi di volumi non presenti fisicamente nella propria biblioteca di riferimento) per singolo utente potesse essere ridotto rispetto al passato, senza precludere a nessuno di leggere e nutrirsi di cultura.
La simulazione è stata prospettata, ricca di dettagli, in sede di Consulta e, in qualità di delegata alla Cultura, ho richiesto a tutti i responsabili dei sistemi di verificare al proprio interno la correttezza della possibile soluzione, senza escludere altre soluzioni che i Presidenti di sistema avessero da proporre; l’accordo è stato quello di attendere la risposta (entro fine mese) dei singoli sistemi, per poi eventualmente iniziare un periodo di sperimentazione trimestrale per verificarne i risultati.
Le polemiche sollevate, quindi, lasciano l’amaro in bocca, poiché, in verità, si è aperto un confronto bene accolto da tutti gli attori presenti in Broletto il 4 giugno.
Ricordo, inoltre, che la convenzione della RBB assegna alla Provincia (art.2) “quale ente di raccordo che rappresenta la propria comunità” il ruolo di capofila della RBB per esercitare “funzioni connesse al coordinamento della RBB, garantisce i servizi fondamentali per il suo funzionamento … e promuove le attività utili al suo sviluppo”, per una visione moderna e dinamica dei servizi bibliotecari; all’art. 5 della medesima convenzione è scritto che sono attribuiti in via esclusiva alla Provincia i soli servizi strategici di “a) gestione e sviluppo del sistema informatico; b) scelte catalografiche e protocolli attuativi”, mentre per la realizzazione di tutti gli altri servizi strategici, fra cui compare alla lett. d) il prestito interbibliotecario, “la Provincia e i Sistemi Bibliotecari mettono a disposizione, secondo criteri di proporzionalità e solidarietà, le risorse umane e finanziarie”.
Pertanto, la Provincia, secondo il proprio ruolo e funzione, sta portando avanti quel lavoro di confronto, condivisione e ricerca di nuovi modelli organizzativi più efficienti e più moderni per il bene dell’intera comunità e di tutti i Comuni, al fine di rendere migliori i servizi, utilizzati e richiesti dagli utenti, per non gravare sulle risorse risicate dei Comuni e certo non per penalizzare alcun utente, orgogliosa del ruolo svolto sino ad oggi con grande competenza e grande apprezzamento da parte di tutti.