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di FRANCESCO ZANATTA 26 giu 10:41

Humanae vitae

Nel giro di pochi giorni si sono svolti a Brescia, in sedi prestigiose, e, in un’occasione, con la presenza di un Cardinale, due convegni riguardanti nel 50° anniversario della pubblicazione dell’ Humanae vitae

Nel giro di pochi giorni si sono svolti a Brescia, in sedi prestigiose, e, in un’occasione, con la presenza di un Cardinale, due convegni riguardanti nel 50° anniversario della pubblicazione dell’ Humanae vitae. Comprendo che tale importante documento, avendo la paternità del grande Papa bresciano, prossimamente santo, necessitiva di analisi approfondite, ma ho un doloroso sospetto. La radice ebraica della parola che nella Genesi indica colui che ha messo alla prova Eva e che ci tenta significa “ Colui che divide”. Non vorrei che dietro i due convegni si nascondesse una sottile “ divisione” del mondo cattolico. Il documento papale affrontò, e dette una soluzione, al problema della maternità responsabile. Tuttavia non so se le mogli, applicando la legge mosaica, e l’ insegnamento di Maimonide: “Avere rapporti coniugali tutti i giorni è troppo, una volta al mese è poco, una volta all’ anno è ridicolo” ottengano lo stesso risultato.

Del resto, che tale problematica fosse complessa era già emersa durante il Concilio Vaticano II quando un Padre conciliare, di tradizione orientale, affermò. non senza un pizzico d’ ironia: “ Noi siamo qui a parlare di matrimonio e nessuno di noi è sposato”. Nell’ Anno Santo del 2000, mentre percorrevo la Via Francigena, a Viterbo ebbi occasione di ascoltare un’ omelia di un sacerdote australiano il quale affermò: “ La più alta preghiera è l’ atto coniugale”. Mettiamola in pratica e ispiriamoci anche a quanto affermò il Patriarca di Costantinopoli Atenagora, la cui Chiesa ha , al suo interno, sacerdoti sposati: “ Io benedico il Vostro matrimonio, ma mi fermo davanti al Vostro talamo”. Personalmente suggerisco ai confessori cattolici di avere la stessa discrezione. 

FRANCESCO ZANATTA 26 giu 10:41