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di LETTERA FIRMATA 24 lug 08:23

Il momento di alzare la voce

Da qualche giorno leggo notizie allarmantiche riguardano noi cristiani: sono talmente tante che, nell'arco di diversi giorni, mi è toccato più volte aggiornare la bozza di questa lettera. La prima è che il vescovo di Sulmona ha deciso di abolire padrini e madrine di Battesimi e Cresime per tre anni: troppo spesso i "candidati" prendono il ruolo soltanto come adempimento formale. La seconda è che come antidoto al contagio del Covid viene proposto il distributore automatico di ostie. L'articolo che riportava la notizia, addirittura, definiva la particola "simbolo sacro". Mi tornano in mente le parole della scrittrice Flannery O'Connor, che a una persona che definiva l'Eucaristia un "simbolo" rispose "Beh, se è un simbolo, allora che vada al diavolo". In effetti giova ricordare che non si tratta di un qualunque biscotto ma è il Corpo di Cristo (il quale andrebbe pure ricevuto in ginocchio, già che ci siamo).

La terza riguarda un episodio accaduto a Lizzano in provincia di Taranto, in contemporanea con una manifestazione (autorizzata, e quindi del tutto legittima) contro il DDL Zan. La "cultura" che promuove tale proposta di legge ha mostrato il suo volto persecutorio e totalitario, allorché la signora Sindaco ha gridato a pieni polmoni di "andare a prendere quelli che sono in chiesa", cioè quelli che stavano facendo la cosa più normale in un luogo di culto, a differenza dei contromanifestanti non autorizzati che facevano azione di disturbo. Inoltre, in un comunicato stampa, il vescovo non ha bacchettato i "disturbatori", ma (incredibilmente) il sacerdote e i fedeli! Riassumendo: padrini e madrine sono "in via d'estinzione", uno va a Messa e si trova davanti lo "spara-ostie" che dà la particola come se fosse una caramella; e inoltre è crollata l'ultima foglia di fico del laicismo, cioè "voi cristiani non rompeteci le scatole, tanto potete sempre pregare in chiesa". Che sconforto! Cari sacerdoti, a questo siamo arrivati. È il momento di alzare la voce, ora che i Sacramenti sono stimati così poco, e la S. Comunione è trattata come un comune pezzo di pane, e non si lasciano più nemmeno pregare i fedeli in chiesa! Tacere ora vorrebbe dire lasciare che il male abbia la meglio... A quel punto sarebbe la fine, e il gregge di Dio verrebbe disperso dai lupi, perché i pastori si sono ritirati in buon ordine. Non possiamo sempre fare gli accomodanti, gli amiconi, i paciosi, per paura di essere tacciati di oscurantismo e intolleranza. Arriva anche il momento di fare muro, con le parole, ma a volte anche col proprio corpo. Provate a chiedere ai fedeli e ai confratelli originari dell'Est Europa cosa significava essere cristiani ai tempi della Cortina di Ferro e della legge marziale. Curioso che 30 anni dopo il crollo del comunismo queste persone si ritrovino di nuovo fra i piedi qualcosa di simile, in definitiva una specie di dittatura simil-comunista! Sarebbe molto bello se alcuni di questi scrivessero altre lettere per confermare che l'attualità di cui scrivo è uguale a quel che hanno vissuto in prima persona decenni fa.

Il pericolo di una nuova persecuzione è concreto, ciononostante si sente nessuno lanciare l'allarme generale. Sia fra i media "cattolici" di nome che fra i fedeli. Almeno voi, che operate in un semplice settimanale diocesano, non fate passare sotto silenzio! Dateci un esempio di fede e di coraggio che sia di conforto. "Più tardi" potrebbe essere "troppo tardi".

LETTERA FIRMATA 24 lug 08:23