lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
11 mar 15:26

Il ricordo dell'Alpino Gino

Tirava un forte vento,  gelido quasi  da neve,  quando gli Alpini di San Zeno si mettevano uno a fianco all’altro tenendo le distanze di legge,  per far transitare tra loro il feretro dell’alpino Gino Ferretti, classe 1930, mancato qualche giorni prima,  nella sua abitazione di via Diaz a San Zeno Naviglio.

Gino oltre ad essere il Macellaio storico (le sue salamine erano  il fiore all’occhiello di tante feste in paese),  era il Socio fondatore del Gruppo degli Alpini del paese nonché  Presidente Onorario..  Gino era uno dei pochi ancora in vita di quei fantastici ragazzi che una volta tornati dal servizio di leva decisero di fare dell’Associazione  una ragione di vita dopo naturalmente il lavoro e la famiglia.

Lo decisero una sera di tanti,  tanti anni fa  all’osteria da Paradisa.  Quei valori di amicizia, accoglienza , condivisione e solidarietà tipici della realtà alpina sono stati portati avanti fino alla fine della loro vite e sono stati da esempio.  

Don Guido ha ricordato nell’omelia l’impegno e la generosità del Gino sia per l’oratorio, per il paese e  per la sede alpina e per tutte le manifestazioni portate avanti dal gruppo. Sarebbe stato bello vedere tanti cappelli alpini, tanti gagliardetti,  tutte cose che gente  di una certa scorza merita , ma il periodo storico ci  ha negato tutto questo.

Avevo immaginato il campo adiacente il Campo Santo pieno di penne nere, forse anche la banda, perché cosi va salutato chi ha fatto la storia, sebbene locale.  Così  avevamo salutato Savino, cosi Leone, altro socio fondatore, cosi avremmo dovuto salutare te.

Quando mi sono innamorato del Corpo degli Alpini, ho avuto la  sensazione che facessero cose che altri non facevano, non mi sono sbagliato: tanti erano gli alpini del tuo gruppo sugli attenti alla preghiera dell’Alpino, anche Angelo “l’Agricolo” sorretto dal suo inseparabile  bastone.  Ma lo so,  che, quando si potrà, organizzeranno  una giornata per ringraziarti  con un “Signore delle Cime” cantato a  dovere dal nostro coro del paese. Ciao Gino,  salutaci tutti i ragazzi andati avanti; io conservo il ricordo del  tuo sorriso che tanto è stato da esempio, come il tuo modo di invitare le persone alla tua mensa in un mondo che tende sempre di più a chiudersi e ad  accorciare il tavolo degli ospiti anziché ampliarlo.   

11 mar 15:26