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di PIER ARCANGELO DI VORA 18 ott 14:03

L'importanza del dialogo

Il tema del dialogo, al giorno d'oggi, pare essere un argomento molto di moda. Ma in che cosa consiste? La comunicazione è un atto umano, che permette all'uomo di incontrare i suoi simili per collaborare al bene comune. Quando questa manca, si creano divisioni e violenze

In questi tempi il dialogo pare un argomento di moda. Se ne parla diffusamente. Ma in che cosa consiste? Lo si pratica in modo giusto o ci si accontenta di esibizioni retoriche? La comunicazione fa parte della natura dell’uomo che incontra i suoi simili per collaborare al bene comune. Senza rapporti dialogici nascono divisioni che conducono ad una progressiva e inarrestabile violenza come la storia ha sempre dimostrato. Basta ricordare le due guerre mondiali.

Dialogare non vuol dire chiacchierare a vuoto tra sordi, dove tutti parlano e nessuno ascolta, o cercare accordi ad ogni costo per ottenere facili consensi a spesa della verità. Non è proselitismo. Un incontro corretto comporta uno scambio libero di opinioni anche se non condivise, nella comune ricerca del vero. Ognuno si presenta come realmente è in un confronto democratico tra persone alla pari. Ne consegue un arricchimento reciproco che giova alla crescita di ciascuno. In questo cammino di avvicinamento graduale si costruiscono relazioni pacifiche, si risanano antiche ferite e si gusta il piacere di stare insieme. Il desiderio di rincontrarsi è la carta vincente.

Il Concilio Vaticano Secondo ha messo in luce la centralità del dialogo nei rapporti umani moltiplicando le iniziative di incontro. Il campo di azione è il mondo, casa dell’uomo in un clima pluralista delle diverse appartenenze culturali politiche e religiose. La chiesa opera a 360° a cominciare dalla memorabile preghiera interreligiosa di Assisi del 27 ottobre 1986.

Ciò nonostante sono nati nuovi ostacoli a turbare la convivenza civile, come quello dei flussi migratori che provocano una continua mobilità tra i popoli e alimentano diffidenze e paure che degenerano in violenza. Ma i “segni dei tempi” inducono a lasciar cadere pregiudizi e accuse reciproche. Il mondo che diviene sempre più piccolo permette alle persone di guardarsi in faccia offrendo molte occasioni di incontro. Solo la cultura del dialogo conduce a una pace piena e duratura. Dalle lezioni della storia dovremmo aver capito che altra soluzione non c’è. Potremmo anche chiederci se l’ideale Europa Unita concepita dai Padri Fondatori si stia perdendo per strada. Sarebbe una sconfitta irrimediabile.

Dicevano gli antichi che gli dei, quando gli uomini perdono il senno, li abbandonano al loro destino. Ma c’è un Dio fatto uomo che non scappa e sta sempre con noi, perché il suo amore immenso ed incondizionato dura in eterno. Nel suo aiuto possiamo fondare confortanti speranze di una famiglia riconciliata capace di convertire in una casa comune.  

PIER ARCANGELO DI VORA 18 ott 14:03