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di DOMENICO MARCHESI 03 set 13:50

La gioia di fare il bene

Egregio direttore, purtroppo il flagello del virus Ebola che in Africa anche negli anni scorsi ha fatto molti morti ora è tornato in Congo. Quelli sfortunati fratelli mancano delle medicine per vincere questo terribile male che fino ai giorni scorsi aveva fatto 75 vittime

Egregio direttore, purtroppo il flagello del virus Ebola che in Africa anche  negli anni scorsi ha fatto molti morti ora è tornato in  Congo. Quelli sfortunati fratelli mancano delle medicine per vincere questo terribile male che fino ai giorni scorsi aveva fatto 75 vittime.

Speriamo che il mondo apra gli occhi e tutti sappino aiutare questo Paese povero solo perché comanda un dittatore che pensa solo a pochi che lo aiutano a fare il male e, come sempre i poveri oltre che non possono nemmeno mangiare e avere l'acqua potabile da bere hanno anche questo male che fa morire tante persone. E troppo spesso sono ii più deboli cioè bambini e donne  che sono colpite . Noi qui pensiamo poco a questi amici. Se siamo malati possiamo curarci senza spendere più che tanto. Dovremmo adoperare quel denaro che non spendiamo, per fornire, tramite i missionari, le medicine che possano vincere la morte e donare la vita a chi è in pericolo. Se così dovessimo fare ci faremmo un posto in Paradiso.

Tanto lo sappiamo che la vita terrena è come un fiore che spunta al mattino e muore la sera, mentre la Vita eterna non avrà mai fine Per questo dobbiamo sfoggiare il nostro Amore che se è vero è quello che ci ha insegnato Gesù come il primo dei comandamenti. Cioè amare Dio sopra ogni cosa e il Prossimo come noi stessi. Quindi come leggevo su Avvenire qualche giorno fa, dovremmo vedere nel viso di queste creature il volto sofferente di Gesù che sale il Calvario e con la sua Passione ha vinto la morte per dare a tutti noi la Vita. Però noi dobbiamo ubbidire ed essere fedeli ai comandi del Signore. Dico questo perché alcuni giovani interrogati da diversi giornalisti cattolici di Avvenire nella pagina: “verso il  Sinodo” rispondono in modo troppo leggero come una ragazza che dice: io penso a Dio non occorre che vada in chiesa. Speriamo che il Salvatore tocchi loro il cuore. Perché questi sono nostri figli e nipoti, noi dovremmo educarli bene nella religione e Dio ci darà una mano. Cominciamo a dare la vita a chi è in pericolo di morte e saremo felici nel vedere tanti bambini mangiare il nostro pane sorridendo di gioia.

DOMENICO MARCHESI 03 set 13:50