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di RINALDO DO 06 mag 09:09

La paura del virus in Congo

La testimonianza del missionario della Consolata, padre Rinaldo Do

Un fraterno saluto dal Congo. In questi mesi vi sto pensando molto e con i nostri cristiani prima in chiesa e da più di un mese in casa preghiamo molto per voi, per coloro che sono contaminati, per coloro che sono al servizio degli ammalati e per i nostri cari che ci hanno lasciato.

Viviamo in quartieri popolari di Kinshasa, capitale del Congo, paese immenso ricco di umanità e di risorse di cui solamente pochi approfittano dimenticando i milioni di congolesi che soffrono quotidianamente.

Nei nostri quartieri la miseria è grande: strade sporche , piene di immondizie di ogni genere, tante case, scuole,bar, mercatini, centri di salute(!) senza fognature, con l' elettricità e acqua che arrivano a giorni alternati, ...quando poi le piogge sono torrenziali tutte le vie diventano dei ruscelli dove la pioggia crea gravi problemi di erosioni, casette che cadono, tetti che partono...

Spesso mi domando come mai qui il colera non è ancora arrivato..il Buon Dio ci vuole un sacco di bene e ci protegge malgrado l'incoscienza degli amministratori e il poco amore di molti abitanti verso il quartiere!

In questo tempo ci mancava solo il corona virus 19! Dal 19 marzo tutto è bloccato: scuole,università, chiese, bar...quartieri del centro città confinati e sotto controllo. Si parla di 25 morti soprattutto in Kinshasa centro e più di 200 i contaminati.

La gente dovrebbe per sicurezza rimanere in casa...ma è impossibile per i nostri ragazzi e giovani rimanere chiusi in case la cui maggioranza sono dei tuguri dove vivono più di 10 persone per famiglie e nello stesso appezzamento vivono 3 o 4 famiglie.

Così senza scuola bimbi e giovani sono tutto il giorno per strada a giocare a pallone, carte, dadi...a chiacchierare in attesa di poter mangiare almeno una volta verso sera. per poter rispondere a tante bocche le nostre mamme con tanti sacrifici devono uscire di casa a comprare, rivendere, macinare il mais o la manioca, coltivare piccoli campi. La vita continua.

Uno che entra nei nostri quartieri nota qualcosa di strano che non c' era prima : la mascherina! che si usa soprattutto quando si vede da lontano qualche poliziotto.

La violenza e i ladri purtroppo sono aumentati in questi giorni. Malgrado che le attività parrocchiali siano ferme e celebriamo con 20 persone solo la domenica i nostri cristiani non ci hanno lasciati soli: vengono a trovarci e diversi sono quelli che portano il decimo del loro lavoro e sacrifici, qualche frutta, verdura, un pò di riso o farina...noi sacerdoti continuiamo con il progetto dell'acqua, il pranzo ai bimbi malati e malnutriti, l'aiuto ai poveri e la visita agli ammalati. La preghiera personale e in famiglia è aumentata. Da più di un mese un gruppetto di giovani recitano la sera con me il Santo Rosario.

Continuiamo a pregare per voi famiglie e amici italiani e chiediamo al Signore di proteggerci: il Virus Corona non arrivi nei nostri quartieri senza strutture sanitarie adeguate, senza personale preparato... i contaminati saranno molti e la morte sarà di casa,nostra compagna di cammino.

Vi assicuriamo la nostra preghiera quotidiana sicuri della vostra.

Malgrado la grande crisi economica grazie a coloro che continuano a pensare anche a noi, il Signore vi dia il centuplo.

RINALDO DO 06 mag 09:09