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02 mar 14:48

Movida. Lettera di una mamma

Il "Carmine" e la sua movida: la lettera ai figli di una madre...

Cari figli, scusatemi se vi ho insegnato: che per studiare, lavorare bene il sonno è prezioso e quindi è importante rispettare le ore di sonno; qui sotto casa non vale: si fa festa, si parla o meglio si sbraita fino alle 4 del mattino;-a non bere troppi alcolici, a non ubriacarvi, a non mettervi alla guida se avete bevuto: qui sotto si beve a più non posso e poi si guida;-a non drogarvi: qui se si aprono le finestre si respirano le canne (tante canne);-a non gettare i rifiuti in terra: qui ci sono persino escrementi umani;-a rispettare la gente che dorme: qui non è così, si sbraita e si urla fino a ora tarda;-a non suonare i campanelli perché la gente si può spaventare: qui non è così;-a non bestemmiare e non dire volgarità: qui non è così;-a rispettare le cose degli altri e non imbrattarle: qui le scritte sui muri arrivano fino al primo piano, le macchine sono orinatoi e tavolini per gli “ape”, i cartelli stradali tiri al bersaglio;-che per crescere non bisogna perdersi nel “paese dei balocchi”: qui la sera è il “paese dei balocchi”; ad essere educati: qui l’educazione non esiste; per tutti i “NO” che vi ho detto: qui i “NO” non esistono.Soprattutto ragazzi scusateci (me e papà): se vi abbiamo fatto crescere in una casa dove tante volte per studiare avete dovuto chiedere ospitalità a qualche parente o amico perché qui era impossibile concentrarsi;-per le molte notti che non avete potuto dormire e il giorno dopo vi aspettavano lezioni pesanti a scuola o all’università;-per tutte le volte che a cena non siamo riusciti a parlarci per il troppo rumore o perché arrabbiati;-per tutte le sere che non avete potuto rincasare perché in strada non si poteva passare o perché c’era una macchina parcheggiata davanti al garage;-per tutte quelle volte che vi siete messi alla guida rischiando un colpo di sonno perché reduci da notti insonni (non per vostra volontà);-perché non abbiamo cambiato casa ma gli unici risparmi che avevamo li abbiamo investiti per l’acquisto di questa abitazione quando ancora eravate piccoli e qui si “Stava un gran bene”;-se vi ho fatto credere nella giustizia dicendovi che prima o poi le cose sarebbero cambiate;-se vi ho insegnato che la Repubblica garantisce e riconosce i diritti inviolabili dell’uomo e che tutti i cittadini sono uguali;-se non vi ho dato risposta tutte le volte che mi avete chiesto perché in altri quartieri e vie della città si può dormire mentre voi, se vi va bene, riuscite a fare 5 ore di sonno e le vostre orecchie sono sottoposte a decibel altissimi;-perché vi abbiamo fatto vivere al “Carmine”. Cari figli, ora che siete grandi, anche se come mamma mi rincresce, vi dico di andare via dall'Italia: cercatevi un paese dove i diritti essenziali di un “Cittadino” sono ancora inviolabili, dove la “Giustizia” ci sia ancora, dove un “Cittadino” possa ancora essere ascoltato.Buona fortuna figli miei e un abbraccio. La vostra mamma.

02 mar 14:48