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di CELSO VASSALINI 06 giu 15:18

Si tolgano le mele marce

La vicenda delle nomine nelle procure pone un problema anche di etica politica.La scelta operata dai Costituenti fu quella di porre alla presidenza del Consiglio superiore della magistratura il Presidente della Repubblica nacque da un’esigenza garantista… Mattarella ha ricordato alcuni princìpi basilari dello stato di diritto

La vicenda delle nomine nelle procure pone un problema anche di etica politica.La scelta operata dai Costituenti fu quella di porre alla presidenza del Consiglio superiore della magistratura il Presidente della Repubblica nacque da un’esigenza garantista… Mattarella ha ricordato alcuni princìpi basilari dello stato di diritto. I cittadini sono eguali davanti alla legge, i magistrati traggono il loro potere giurisdizionale dalla Costituzione, un potere elettivo non può essere al di sopra e al di fuori della legge. Si tratta di concetti che dovrebbero essere ovvi e la loro ripetizione quasi superflua. Invece, a mio umile modesto parere, le parole pur preoccupato e misuratissime di Sergio Mattarella mi preoccupano… Le forze politiche uscite vittoriose dalla resistenza alla dittatura mussoliniana si preoccuparono di adottare una disciplina transitoria di ordinamento giudiziario tesa ad eliminare quei principi che avevano leso l’indipendenza e l’autonomia del sistema giudiziario. Su proposta del Ministro della giustizia Togliatti, di concerto con il Ministro del Tesoro Corbino, il governo di pacificazione nazionale presieduto da De Gasperi adottò il r.d.leg. 31 maggio 1946, n. 511 sulle “guarentigie della magistratura” con cui vennero ampliate le competenze del Csm, anche se sempre a livello consultivo (salvo in materia disciplinare), e fu introdotto un sistema di elettività di tutti i magistrati, fatta eccezione per i membri di diritto, ossia il primo presidente e il procuratore generale di cassazione. Se i Padri costituenti scoprissero cosa è diventato il Consiglio Superiore della Magistratura di sicuro si rivolterebbero nella tomba. Viceversa, non sembrano turbati i loro eredi, tra i quali, oltre ai costituzionalisti an servizio permanente e vita apparente, bisogna pur contare i ministri che giurano fedeltà alla Costituzione. Il Csm istituito per garantire l’autonomia e l`indipendenza dei giudici fattosi terminale ed emissario dell`Associazione Nazionale Magistrati è diventato la principale minaccia all`autonomia e all`indipendenza dei singoli magistrati. L’ Anm infatti e una macchina ibrida, metà partito metà sindacato, strutturata per correnti ideologiche, politiche, clientelari intente a mercanteggiare e spartirsi nomine, promozioni e persino le sanzioni disciplinari. Se i magistrati in massa vi aderiscono è perché la tessera dell’ Anm promette carriere, promozioni e protezioni più o meno come nel ventennio la tessera del Pnf. NON SI TRATTA di un`influenza stagionale ma di un male antico, basti pensare a quali umiliazioni il Csm degli anni `80 inflisse a Giovanni Falcone. Con buona pace della separazione dei poteri, l`inevitabile conseguenza di un Csm asservito al partito delle toghe, lo spinge a continui attriti con Governi e Parlamenti per la pretesa di sindacare gli atti di entrambi. Il ministro Orlando aveva promesso una riforma. Poi, contro ogni logica, l’affidò a due commissioni. Curioso: vent`anni fa, governava il PSI, le direzioni generali del ministero erano 5, nel 2000 erano già raddoppiate, ora sono decuplicate: 40 direzioni generali quando l`organo che governa i 28 Stati dell`Unione europea ne conta solo 26! Delle due commissioni su un totale di 32 membri ben 27 erano magistrati e di questi 14 ex componenti del Csm, solo tre i professori e due gli avvocati. Per non dire del presidente di entrambe, Luigi Scotti, anche lui magistrato ed ex ministro della giustizia, che per trent’anni ha alternato il ruolo di consigliere del Csm con quello di direttore del ministero. Altro che rottamazione! Affidare a Scotti la riforma del Csm è come se Renzi avesse delegato la riforma del Jobs Act alla Camusso. Il fiasco finale è stato causato da diatribe paralizzanti su quale scrutinio adottare per l’elezione dei consiglieri: proporzionale o maggioritario? Collegi nazionali esposti all’ organizzazione del voto da parte delle correnti o piccoli collegi esposti al clientelismo personale? Ora il pallino è tornato al ministro, che fattosi temerario ha subito deciso di concertare la riforma con il nuovo presidente dell’ Anm, Pier Camillo Davigo. Francamente tra i due spero in Davigo. E vero, ha detto che quelli attuali sono politici che rubano senza vergogna, e questo per il galateo istituzionale non sta bene, ma è vero anche che la sua nomina se l`è conquistata sul campo candidandosi contro le vecchie correnti e sbaragliandole, e questo sta benissimo. Ora ha l`occasione di promuovere una riforma che liberi il Csm dal cancro delle correnti” tagliando il cordone ombelicale, pardon, elettorale che lo rende schiavo dell`Anm. Come avevano capito gli antichi, quando demagogia e indicibili accordi corrompono la vita democratica di un’istituzione meglio affidarsi alla sorte, cioè al sorteggio, che allora appare come l`unica soluzione limpida e purificatrice. Benedetto Craxi e tutto il Psi aveva avuto il coraggio (e il merito storico) di mettere in discussione un’ ipotesi di riforma della Magistratura, separazione dei poteri e chiara/e responsabilità e li il Psi perì… Alla radice delle istituzioni liberali moderne si trova l’avvertimento di Montesquieu: la tentazione eterna dell’uomo è quella di abusare del proprio potere, finché non trovi un altro potere, che lo arresti o lo limiti. La separazione e l’equilibrio tra i poteri richiedono però, se si passa dallo stato di quiete a quello di moto, un soggetto arbitro, non portatore di interessi propri, né rappresentante di interessi specifici, anche se collettivi, ma destinato a svolgere una insostituibile funzione di “volano” regolatore, pronto a porre rimedio a perduranti lentezze o a brusche accelerazioni, entrambe dannose per le istituzioni democratiche.I giudici non sono i nostri migliori amici, ma servono allo stato di diritto. Si tolgano le mele marce/malate e Avanti…

CELSO VASSALINI 06 giu 15:18