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di CELSO VASSALINI 09 lug 10:31

Siamo europei

Vorrei condividere con Voi un grande discorso ..., non siamo per caso europei e non viene dal caso la scelta dell’Europa ... non dimentichiamo la storia, non annichiliamoci al becero cinismo degli egoismi della contemporaneità...

Vorrei condividere con Voi un grande discorso ..., non siamo per caso europei e non viene dal caso la scelta dell’Europa ... non dimentichiamo la storia, non annichiliamoci al becero cinismo degli egoismi della contemporaneità... io sono europeo anche pensando ai racconti di sofferenza della guerra e prigionia del dei nostri nonni e la fatica umana delle nostre nonne per ricostruire il Paese dando dignità e futuro a tutti noi. Una lacrima mi scende ascoltando queste parole del Presidente David Sassoli e lo ringrazio perché persone così che hanno una visione e una passione profonda e mai come oggi possono riscaldare i cuori e connetterli col cervello delle buone idee. Unione Europea, il Presidente Sassoli: "Recuperare lo spirito di Ventotene e cambiare Dublino". Saluta il 40 per cento delle eurodeputate elette. "E’ un buon risultato - dice - ma noi vogliamo di più". Dice che l'aula che lo ascolta è la "casa della democrazia europea". Cita anche Jean Monnet, uno dei padri fondatori dell'Ue che diceva: "Niente è possibile senza gli uomini, niente dura senza le istituzioni". Una grande persona un grande discorso ... non siamo per caso europei e non viene dal caso la scelta dell’Europa ... I cittadini hanno dimostrato di credere ancora in questo progetto…, dobbiamo rilanciare la nostra unione per dar risposte vere alle loro preoccupazioni e al loro senso di smarrimento. Ritrovare e rilanciare lo spirito di Ventotene, quello dei padri fondatori dell'Unione europea. Rimettere in discussione tutto, perché "c'è bisogno di nuove idee, bisogna coniugare grande saggezza e massima audacia".

Rivedere il trattato di Dublino per dare una risposta solidale ai problemi dell'immigrazione. David Sassoli con voce incrinata dall'emozione legge il suo discorso di insediamento come presidente del Parlamento europeo. Antonio Tajani gli ha appena stretto la mano e passato l'incarico in una inattesa staffetta italiana al vertice dell'Europarlamento. Sassoli inizia dalla storia, dal passato. "Dobbiamo recuperare lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri Fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza", dice il deputato del Pd. "Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento", aggiunge. Critica il nazionalismo, quello che una fetta dell'emiciclo che lo ascolta considera un valore. "Non siamo un incidente della Storia, - dice - ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l'antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi". Parla anche dell'immigrazione, del tema che agita e preoccupa nel profondo molti paesi europei. Fa un appello ai capi di Stato e di governo riuniti nel Consiglio europeo.

"Sull'immigrazione vi è troppo scaricabarile fra governi e ogni volta che accade qualcosa siamo impreparati e si ricomincia daccapo. Signori del Consiglio Europeo, questo Parlamento crede che sia arrivato il momento di discutere la riforma del Regolamento di Dublino che quest'Aula, a stragrande maggioranza, ha proposto nella scorsa legislatura". "Lo dovete - dice - ai cittadini e cittadine europei/e che chiedono più solidarietà fra gli Stati membri; lo dovete alla povera gente per quel senso di umanità che non vogliamo smarrire e che ci ha fatto grandi agli occhi del mondo". Assicura "al Consiglio e alle Presidenze di turno la nostra massima collaborazione e lo stesso rivolgo alla Commissione e al suo Presidente. Le Istituzioni europee hanno la necessità di ripensarsi e di non essere considerate un intralcio alla costruzione di un'Europa più unita". "Tutte le nostre piccole e grandi Città sono casa della democrazia europea”.

CELSO VASSALINI 09 lug 10:31