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15 feb 08:55

Re Ferdinando, Di Maio, le due Sicilie

Con la primavera va meglio, ma d’inverno l’aria di Brescia è malata e la città sarebbe forse invivibile se anche i 48.000 utenti giornalieri della metropolitana preferissero usare la propria automobile per recarsi in città. Per la precisione: 77 milioni gli utenti dal 2013 al 2017, sui 13,7 Km di percorso

Re Ferdinando, Di Maio, le due Sicilie ----Con la primavera va meglio, ma d’inverno l’aria di Brescia è malata e la città sarebbe forse invivibile se anche i 48.000 utenti giornalieri della metropolitana preferissero usare la propria automobile per recarsi in città. Per la precisione: 77 milioni gli utenti dal 2013 al 2017, sui 13,7 Km di percorso. Così scrive Wikipedia. Come a molti altri, anche a me pareva faraonica, ma ora la utilizzo con piacere e apprezzo i sindaci via via succedutisi (PD, Forza Italia, PD) che, indipendentemente dal proprio partito la portarono a compimento, nonostante gli alti costi: 830 milioni, che però generarono virtuosi indotti e posti di lavoro ed abbattendo non so quante tonnellate di CO2. E guarda un po’: lo Stato, suicida, non solo rinunziò alle conseguenti accise sui carburanti non consumati, ma addirittura finanziò l’opera con 292 milioni (L. 211/92).Anche Ferdinando II, Re delle due Sicilie, quando nel 1839 volle creare la prima ferrovia d’ Italia, la Napoli-Portici di soli 7,25 Km inizialmente raccolse curiosità e scetticismo, ma già nei 40 giorni successivi i passeggeri furono 85.000. La locomotiva era inglese, il doppio binario (fiducia nel futuro!), forgiato in ferro battuto e parimenti le carrozze vennero costruite nelle vicine Officine Pietrarsa, che sull’onda della rivoluzione industriale si sviluppò enormemente, poi producendo in proprio decine di locomotive a vapore ed avendo 1125 operai nel 1860.Per (mancata) conoscenza storica e geografica dovrebbero ricordarlo Toninelli (è lombardo) e Di Maio (è campano) ma così non è. Io non tifo per Salvini (prima gli italiani, la ruspa, la clava), ma per la TAV sì: meno CO2, più sicurezza nei trasporti, più indotto, più lavoro. E se un domani possedessi un TIR, non lo caricherei su un aereo cargo per giungere più velocemente Lione. 

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