Storie di sport e di vita
Grazie di cuore, cosa chiedere di più agli eroi moderni! Storie di sport, di vita, di resistenza, di fiducia, resilienza, storie da tramandare.L'aveva promesso e lo ha fatto: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Cortina per tifare, con la giacca bianca della nazionale e accompagnato dalla figlia Laura, per seguire con noi quella straordinaria emozione delle ragazze e dei ragazzi che ci hanno trasmesso la fatica ripagata, con il cuore degli italiani gonfio di gioia. C’è stata una donna che è riuscita a superare se stessa, a superare quei confini che ci poniamo tutti i giorni. Federica Brignone, la straordinaria campionessa che fa parte di quel gruppo di eletti che riesce a rialzarsi nonostante un inferno. Ci sono storie di sport che dovrebbero entrare nei libri di scuola: storie da conoscere, da imparare, storie dalle quali prendere ispirazione, storie che hanno la leggerezza di una poesia e la profondità di un’analisi psicologica, storie di eroi moderni. L’ultima eroina è la nostra mitica valdostana, l’olimpionica Federica Brignone, oro olimpico a “dieci mesi” da quel terribile infortunio al ginocchio. Se torniamo indietro di cinquant’anni, c’è stato un pilota di Formula 1, Niki Lauda, un austriaco, che rischia di morire tra le fiamme. Non si arrende e l’anno dopo vince il mondiale con la Ferrari. Marco Pantani, ciclista romagnolo, mago straordinario delle salite, nel 1995 si devasta la gamba in un incidente. Tre anni dopo realizza la doppietta Giro d'Italia-Tour de France. Un altro ciclista, il giovane belga Remco Evenepoel, nel 2020 precipita da un ponte, lesionandosi gravemente il bacino. Quattro anni dopo a Parigi: due ori Olimpici. Come dimenticare Francesco Totti, brutta frattura nel febbraio 2006, soli tre mesi dopo è lui che tira quel rigore che consente all’Italia di proseguire la trionfale avventura del mondiale in Germania. Gianmarco Tamberi, saltatore marchigiano, si infortuna alla caviglia la vigilia di Rio 2016. Torna a Tokyo nel 2021, e si laurea campione Olimpico. C’è un record che proietta già le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 nella storia: sarà l’edizione invernale più gender balanced di sempre, ossia più equilibrata tra presenze maschili e femminili. Nel corso degli anni ci sono donne che con le loro imprese hanno scritto pagine di storia dello sport e contribuito a cambiare l'immagine delle atlete nelle massime competizioni internazionali. Come non citare Giuliana Minuzzo, la prima italiana a conquistare una medaglia ai Giochi Olimpici Invernali ad Oslo 1952 nello Sci Alpino, nonché la prima donna a prestare il giuramento degli atleti e delle atlete a Cortina 1956. Ondina Valla, la prima italiana a vincere un Oro Olimpico negli 80 metri ostacoli ai Giochi Olimpici di Berlino 1936. Arianna Fontana, che nel corso della sua carriera ha vinto 11 medaglie ai Giochi Olimpici divenendo così l’atleta azzurra più medagliata di sempre. Sofia Goggia, prima sciatrice italiana a vincere una discesa libera Olimpica femminile che negli anni ci ha insegnato cosa voglia dire rialzarsi dopo ogni caduta. Storie di sport, di vita, di resistenza, di fiducia, resilienza, storie da tramandare. Grazie alle Istituzioni, alla Stampa, agli Alpini, alla Protezione Civile che, con Spirito Olimpico, anche questa volta, avete reso al nostro Paese un servizio organizzativo facendo sognare tutto il mondo. La Fiamma Olimpica, un potere capace di coinvolgere e unire ogni singolo individuo, ognuno con la propria storia per un sogno comune. Grazie a tutto lo staff di @milanocortina2026. Tutto questo resterà nel mio cuore per sempre e sarà fuoco che permetterà all’adulto che è in me. Viva lo sport perché unisce e fa sentire vivi, trasformando la fatica in forza e i sogni in realtà.