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22 feb 22:40

Non enfatizziamo il problema

Gentile direttore il problema cui fa riferimento l’editoriale di Marco Mori è inedito in quanto riflette una tendenza piuttosto recente.Leggo su BresciaSettegiorni.it: "Su richiesta o per volontà del defunto o degli eredi sarà possibile tumulare, previa cremazione e in teca separata, gli animali d’affezione, nello stesso loculo del defunto o tomba di famiglia"

Gentile direttore il problema cui fa riferimento l’editoriale di Marco Mori è inedito in quanto riflette una tendenza piuttosto recente.Leggo su BresciaSettegiorni.it: "Su richiesta o per volontà del defunto o degli eredi sarà possibile tumulare, previa cremazione e in teca separata, gli animali d’affezione, nello stesso loculo del defunto o tomba di famiglia.”Personalmente ci vedo un rischio detestabile. Quello della “moda”. Perché, com'è ovvio attendersi, le aziende del settore non tarderanno a escogitare prodotti e proposte per lucrare su questo fenomeno. A parte questo mi limito a qualche osservazione e qualche domanda.Ricordo un aneddoto, riportato da un quotidiano diversi anni fa, e riguardante Paolo VI.

Ad una bambina che piangeva la recente scomparsa del suo cagnetto il pontefice bresciano la consolò con queste parole: “Lo ritroverai nel mistero di Dio”.Il “Cantico dei tre giovani” nella fornace ardente ai vv. 80-81 recita: "Benedite uccelli tutti dell’aria, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite animali tutti, selvaggi e domestici il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli”.Dunque le creature animali partecipano, secondo la natura loro propria, alla benedizione e alla lode di Dio.Ogni anno, il 4 di ottobre, nelle chiese francescane si benedicono gli animali.Qualche interrogativo.All’atto della tumulazione la benedizione del sacerdote è rivolta alle spoglie mortali del defunto o al complesso del feretro? Se riguarda solo il corpo in senso stretto quale scandalo può provocare se in un angolo c’è un piccola urna per la quale non si chiede nessuna benedizione?Se la benedizione investe il complesso del feretro nel suo insieme, allora essa riguarda anche il contenitore di legno e zinco (la bara), i fiori che vengono tradizionalmente gettati dai congiunti, ecc. Ora osservo che, dal punto di vista dell’ordine ontologico, in quanto enti inanimati, tali elementi si collocano in un gradino assai inferiore rispetto agli enti animati, quali appunti le creature animali. Dunque se ci stanno gli uni perché non ci possono stare gli altri?

Non sono d’accordo con l'assunto di don Mori in base al quale “seppelliamo i cani e i gatti perché vogliamo far tacere la nostra coscienza di non essere stati in grado di dare loro affetto”. Ora si da il caso che io abbia due cani, ma non mi sogno neppure lontanamente di accusare i miei figli di non avermi dato e di non darmi affetto. Così come, per quanto mi riguarda, non penso che, una volta morti, conserverò le ceneri dei miei cani per seppellirle con me quando sarà il mio momento. Ma mi rendo conto che altri possono pensarla diversamente.Un’ultima osservazione. Nel corso di venti secoli di storia della Chiesa, don Mori, avete benedetto di tutto. “Vi si vede - ricorda Bernanos - in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, benedire quegli argomenti a ripetizione che escono lucidi e ben ingrassati… Io ho visto, per esempio, il monsignore Vescovo-Arcivescovo di Palma agitare le venerande mani sopra le mitragliatrici italiane”. Ma anche il clero nostrano non lesinò benedizioni alle armi e alle truppe in partenza per l’Etiopia in una guerra che costò alla popolazione etiope 300.000 morti. Per questo non enfatizzerei il problema per un piccola urna in un angolo che, ripeto, non pretende alcuna benedizione. Ma che, comunque, se ricevuta suonerebbe meno scandalosa di quelle cui ho appena fatto riferimento. Daniele Venturelli

22 feb 22:40