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di CELSO VASSALINI 24 feb 17:07

Grazie Manlio Milani

In merito alla Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza conferita al cittadino bresciano Manlio Milani, dall’Università degli Studi di Brescia appena conferita lunedì 17 febbraio, e che il tempio della cultura, della conoscenza e della ricerca, sia stato artefice onorando il suo impegno in memoria alla stregua di un processo di conoscenza per il prosieguo alle generazioni del futuro, perché non resti semplice commemorazione, per aiutare a capire le ragioni di un fatto e ad impedire che si possa ripetere.Nella sua lectio magistralis (echi, luoghi, e passaggi di memoria), mi ha colpito la sua profonda onestà per quel richiamo della Bibbia, nel quarto capitolo della Genesi al Vescovo Luigi Morstabilini a “non dimenticare Caino”. Nei primi anni, Piazza Loggia di Brescia è stato spazio di scontro, di rottura. Per molte forze la DC era “il nemico”, si voleva escludere dalla piazza, sottolineando che “quei morti non sono di tutti, perché sono morti contro questo regime”. Né dalle critiche interne si salverà la diocesi per quella lezione del Vescovo Luigi Morstabilini che con ‘non dimenticare Caino’, fece un richiamo che nel tempo si farà non solo per il neo Dott. Manlio Milani ma sarà un eco in lui positivo, per affrontare quel passaggio necessario a ricomporre la memoria soggettiva e la storia. Quel richiamo del Vescovo Luigi è attuale nell’infinito umano tempo. Il tema della violenza e del perdono è un punto fisso di ogni discussione, anche la più tranquilla tra amici bevendo una birra. E' inevitabile, poi, che si creino sempre le “fazioni”: quelli della tolleranza zero, quelli del perdono sempre e comunque, quelli del perdono a condizione che, quelli che soffrono in silenzio poiché hanno già perdonato ma sentono l'assenza della persona perduta per la cieca violenza dell'uomo. A quest'ultima categoria appartiene Brescia e la sua Provincia, e Milani vedovo di Livia Bottardi, una delle vittime della Strage di Piazza della Loggia, tanto lega per la semplicità e la chiarezza di giudizio con cui affronta la storia della sua famiglia da quella tragica mattina, non incisero solo nella storia italiana, ma sconvolsero la vita di molti innocenti. La prima conseguenza di quel gesto e della lunga campagna che aprì la stagione della strategia della tensione spesso ci sfugge:

Questa è la storia di famiglie e affetti delle nostre città ferite dal terrorismo. Col richiamo “non dimenticare Caino… bisogna valutare se tra conciliazione e contestazione e tra contestazione e terrorismo vi sia stato un rapporto che ha fatto discutere e sussultare gli animi delle faziose identità politiche. È certo che negli anni ’70 anche a Brescia si fosse formata una situazione complessa, che forse troppo alla svelta è stata dimenticata. Il 28 maggio 1974 piazza della Loggia è teatro di una strage criminale. Non dimenticheremo mai quei giorni e quella Messa, celebrata dal Vescovo in piazza, in seguito ad esplicita richiesta del Comitato antifascista, tra fischi, urla, canti detti rivoluzionari, slogan di morte scanditi nelle vicinanze dell’altare. Quel funerale, dal tentativo di strumentalizzazione come un grande psicodramma utile a far maturare la coscienza rivoluzionaria delle masse, con la lacerazione nella società e tra gli stessi cattolici, tanto che non mancò chi disse e scrisse che la vera liturgia non era quella corale, indignata protesta di un intero popolo. Non dimenticheremo il Vescovo su quell’altare, le poche parole da lui dette, ferme e umanissime, il suo volto assorto, il turbamento visibile, ma anche la dignità della sua presenza. Una storia fatta di profondo dolore, ma anche di inattesa allegria, in cui la voglia di vivere e l'amore per gli altri sono riusciti a vincere l'odio. Una vicenda privata che appartiene a tutti noi. Nessuno tocchi Caino ma nessuno dimentichi Abele. “Quella bomba ci ha colpiti tutti e quella Laurea honoris causa è di tutti noi, patrimonio di memoria”. Ora c’è un’altra piazza da riconciliare Piazza della Vittoria e chiedo al Prof. Paolo Corsini già sindaco e di molti attraversamenti desertiche incontrando ombre e luci dell'umana vita, di accompagnarci nella riflessione e nella riconciliazione dei Vinti e dei Vincitori… e di poter collocare al posto dell’attuale statua che stona con essa una meritevole riproduzione della statua della Vittoria Alata simbolo di Brescia.Onorato, ora lascio il tempio della Cultura e della Ricerca per maturata quiescenza, onorato di avervi fatto parte per quasi 40 anni di cui buona parte come rappresentante del personale tecnico amministrativo in quel parlamentino della Statale, contribuendo dapprima nel momento della sua istituzione e poi nella sua crescita attraverso la realizzazione anche in ambito europeo dando ulteriore luce alla nostra provincia.

CELSO VASSALINI 24 feb 17:07