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di CELSO VASSALINI 25 mar 16:29

Dante ambientalista

Mi permetto di inviare un mio umile pensiero per la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri ambientalista. “Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo è forma che l’universo a Dio fa somigliante”(Paradiso, I, 103-105)Ho ragione di credere che se il grande Dante avesse in sorte di poterci vedere, noi del ventunesimo secolo, presi come siamo nel vortice di una vita resa convulsa dalle mille straordinarie urgenze pandemiche, non mancherebbe di apostrofarci come “Anime affamate”. Ma non c’è solo il Dante del-la Divina Commedia. C’è anche i partito dei Verdi-Europa di Brescia che prima e meglio di tanti altri ha saputo cogliere l’importanza, per l’uomo, dell’ambiente. Perciò, continuando il percorso tra le espressioni artistiche, culturali e filosofi-che che hanno dato forma nel corso del tempo al pensiero sulla natura, Dante Alighieri come voce significativa della cultura Italiana ed Europea e con documenti originali in Brixia. Con il propria sensibile attenzione Dante Alighieri ho cercato un sensibile pensiero e dritta via ambientale. Non solo del poeta e dell’uomo dalla cultura enciclopedica, ma in particolare dell’uomo di scienza. L’analisi delle opere minori ha infatti messo in luce la sua capacità di sintesi di un immenso patrimonio di informazioni che, a cavallo tra medioevo e ri-nascimento, provenivano da conoscenze scientifiche antiche e da tradizioni anche al di fuori dell’Europa. L’attenzione di Dante per l’ambiente si esplicita nell’interesse per l’astronomia, la geografia, lo studio del cosmo e nel con-tempo per l’osservazione degli elementi naturali come i minerali, la distribuzione dell’acqua nel territorio, gli animali. Tuttavia l’elemento centrale di studio rimane l’uomo in quanto soggetto chiamato ad agire nei confronti delle risorse naturali a beneficio della società. Sebbene Dante sia lontano dal concetto moderno di metodo scientifico, inteso come la verifica di fatti tramite la sperimentazione, i messaggi essenziali dati come uomo di scienza appaiono di straordinaria attualità.

L’approccio alla natura, appreso durante i suoi anni di formazione presso l’ordine dei Francescani, consiste nella sorpresa e nella meraviglia che scaturiscono dall’osservazione della realtà, ma Dante va oltre: questi sentimenti stanno alla base della disposizione d’animo corretta per chiunque sia desideroso di imparare. L’osservazione dell’ambiente porta ad un primo livello di consapevolezza: i partico-lari e gli elementi minimi animati e inanima-ti costituiscono un insieme, “un corpo” che funziona in base ad un proprio ordine regolato da un’intelligenza che lo rende funzionale, armonico ed estetico. Ad un livello più profondo l’uomo che apprende e che è consapevole viene inevitabilmente messo di fronte alla necessità dell’utilizzo responsabile delle conoscenze soprattutto nei confronti degli altri uomini e della natura. I termini guardare, ascoltare, ricercare “con amoroso uso di sapienza”, sono più che mai in linea con gli attuali orientamenti dell’educazione allo sviluppo sostenibile, almeno quanto considerare l’emozione un elemento in grado di favorire l’apprendi-mento e di intervenire sui comportamenti. L’augurio è che questo volume possa supportare educatori e insegnanti valorizzando un aspetto della cultura dantesca meno noto e nel contempo permettendo il recupero di forme linguistiche e concettuali che arricchiscono il significato attua le, in costante evoluzione, di ambiente e dei fenomeni che ne fanno parte. Ecco perché la meraviglia viene resa in tante forme...ed ecco anche perché essa rimane sempre così importante per tracciare il carattere del pellegrino nel corso di tutto il poema.” Così il mio cammin, umile ascolto di Dante e la scienza: nel senso che Dante dava a questo termine, che è vicino a quello di scienza della natura, allo studio di ciò che oggi chiamiamo ambiente. Ritornare a questo Dante e ad una delle sue culture ci aiuterà ad arricchire la nostra idea di ambiente che corre il pericolo, per eccesso di uso, di svuotarsi di senso.Con l’aiuto del sommo poeta, anche noi potremo uscire ”a riveder le stelle".

CELSO VASSALINI 25 mar 16:29