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di LUCA POLI 29 nov 22:47

Dal Vangelo secondo Barbara D'Urso

“Carissimo Don Bruno Borelli, parroco in Erba (CO) ma, a dispetto della toponomastica locale, tutt’altro che alle prime esperienze pastorali, posso darti un consiglio? E’ per il tuo quieto vivere, è per il tuo bene!

In vista della prossima omelia, se non vorrai essere nuovamente segnalato (!) al tribunale mediatico di “Pomeriggio 5” da un* dei due milioni di fedelissim* seguaci della trasmissione con l’infamante accusa di oscurantismo e pubblicamente preso per l’orecchio da Barbara D’Urso, ti consiglio di sottoporne in anteprima il testo alla suddetta neosacerdotessa, sedicente cattolica ma di rito politically correct, affinché possa darti il suo preventivo e necessario imprimatur.

Chissà che, così facendo, ti inviti finalmente in trasmissione, dove potrai pubblicamente cospargerti il capo di cenere per esserti permesso di commentare il Vangelo semplicemente alla luce dello stesso e della Dottrina Cattolica: diventerai famoso ma non in negativo, come ora; diventerai un sacerdote 2.0, 3.0, 4.0, esageriamo!

O, meglio, un sacerdote a zero ebbasta: “Basta con il medioevo”!

La tua chiesa certo non si riempirà, anzi, e di nuove conseguenti conversioni nemmeno l’ombra, ma vuoi mettere l’applauso soddisfatto dei due milioni (due) di suddetti seguaci dal like e dalla faccina furiosa a comando, per essere invece riusciti a convertire te?!”

Ok, mi spiego meglio.

Accade che, il 24 novembre scorso, sia andata in onda una puntata di “Pomeriggio 5” accompagnata da titoloni a caratteri cubitali quali “Un altro caso ad Erba”, “un’altra omelia che fa discutere” nonché cupo suono di tamburi, stridore di catene e commento d’orchestra da fine dei tempi, nella quale Barbara D’Urso, neanche fosse il ritorno in campo dell’ultima responsabile della Stasi, se ne esce con un allarmato “Ci hanno fatto un’altra segnalazione di un altro prete che…” (Achtung!!).

Segue la diretta della troupe, dalla strada dove si consuma l’agguato al mite Don Bruno, con l’eroico intervento della delatrice di turno, poi risultata una figurante adeguatamente istruita, che vive così il proprio insperato momento di gloria: “Ciao Barbara, io non sono d’accordo, di cavolate se ne dicono tantissime, io sono per l’amore universale”. “Brava”, risponde Barbara “La gravità è che viene detta su un altare, durante una Messa dove ci sono persone anziane che hanno figli omosessuali e pensano che avere un figlio omosessuale sia il male”.

Ma cosa avrà mai detto di così inaccettabile il nostro anziano sacerdote?

Don Bruno, nell’omelia del 22 Novembre - nel rito ambrosiano già la II di Avvento - parlando del giudizio di Giovanni Battista sui peccatori aveva così commentato: “Oggi verso il male c’è un pensiero debole, si dice che il peccato non è peccato, che il male è un bene, è un diritto, accettando azioni intrinsecamente cattive come l’aborto, il divorzio, l’omosessualità. Invece Giovanni Battista non si fa scrupolo a chiamare i peccatori “razza di vipere””.

Domanda retorica: Don Bruno, parlando di “azioni intrinsecamente cattive”, ha condannato il peccato, come faceva Gesù stesso, o il peccatore?

La risposta, per chi non fosse d’accordo sull’aggettivo “retorica” e sulla sintassi italiana, la rubo direttamente alla Santa Barbara nazionale: “Se lo pensa, lo pensasse nella sua cameretta, ma se lo dice davanti alla gente, è un messaggio sbagliatissimo”.

Boom!

Che vuol dire: “Amico mio, non preoccuparti. Se non sei d’accordo con me e con il “pensiero” a cui mi prostro, l’unico certificato come buono a prescindere, ti concedo di dire la tua. Sì, ma nel segreto della tua cameretta”.

Capito, Don Bruno? Altro che urlarlo dai tetti che solo Gesù Cristo è il Salvatore, scordatelo! Dai tetti, attraverso le antenne, e ancora più in alto (o meglio in profondità…), il diritto/dovere di urlare ai quattro venti cosa sia bene e cosa male, oggi, è ormai cosa di pochi. I tanti, al massimo, possono reggere loro lo strascico, pena la temutissima gogna mediatica

Altra domanda retorica: va tutto bene?

Domanda finale, un po’ più tecnica (e politica): se già oggi va così, andrà forse meglio dopo la conversione in legge del Ddl Zan-Scalfarotto-Boldrini? Lo chiedo soprattutto a quei politici locali dichiaratamente cattolici che, anche solo con il loro imbarazzatissimo silenzio, la sostengono.

E Buon S. Natale, perché il Signore viene, davvero. Che qualcuno, in tivù, “lo pensasse” o meno.  

LUCA POLI 29 nov 22:47