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02 feb 00:00

Mattarella: un capolavoro di strategia e di contenuto

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Ho ascoltato a grande distanza il discorso di Matteo Renzi prima delle votazioni: un discorso da grande statista, più elevato di quanto avrebbe potuto fare Angela Merkel, Hollande, o lo stesso Obama. Da anni solo gli italiani sanno parlare in pubblico senza retorica. L’italiano è la lingua moderna più evoluta. Grazie Dante! Bravo Matteo, geniale, o, come dice Bersani, agile… lingua italiana perfetta, perfetto dominio della parola, del pensiero, della situazione.

Scelta di Mattarella: un capolavoro di strategia e di contenuto. Un sollievo per l’Italia. Il mondo intero ci invidia con Francesco oltre Tevere e Mattarella nella vecchia casa del Papa.

Leggo poi di un certo ‘Matteo secondo’. Ultimamente definito, da un eminente economista, spacciatore di droga, "Matteo secondo" continua dunque la tradizione. Mino Martinazzoli allora parlava di "fregnacciari"… i fregnacciari sono quelli che dicono fregnacce; fregnaccia è una onomatopea che indica sciocchezza, stupidaggine estrema … i giovani usano termini più coloriti per dire la cosa, se lo possono permettere perché non sono chierici.

A ragione Mino parlava anche della "spensierata", che all'occasione voleva dire priva di pensiero e ricca di parole. L’interessata non si è smentita. Considerando l’ultima versione politica dei 'Fratelli d’Italia' viene in mente spontanea la "fanfara". Anche loro del resto sono molto impegnati, per antica tradizione, a gestire il fondo oscuro di un’ideologia criminale alleata con la mafia.

Ma, il bivio profondo, tutto italiano è un altro: la sinistra è chiamata a superare lo stadio dell’adolescenza ideologica, soprattutto in campo metafisico e morale; in poche parole a fare lo sforzo che i cattolici più impegnati hanno fatto prima e dopo il Concilio, pagando un prezzo elevato dentro e fuori la Chiesa. Hanno dato la vita, martiri di una idea di giustizia, di bene comune, di pulizia morale. I nomi giusti ci sono ancora: Prodi, Bersani, Bindi, Veltroni, Mattarella, Napolitano…

Siamo dunque alla fine del ventennio iper-mediatico: dove non arriva l’intelligenza di chi vota, il tempo arriva inesorabile. "Non di solo Viagra" vive l’uomo. Tutto si abbassa prima della morte. Siamo passati attraverso la Repubblica del Bunga Bunga che ha divertito il mondo intero. I "fregnacciari" poi e quelli della "fanfara" volevano rifilarci la Repubblica del Bamba Bamba, fatta di delazioni e calunnie. E noi siamo qui, costretti dalla geografia, dalla storia, dalla lingua, ad essere italiani per Vocazione. Con un Papa che non intende cambiare domicilio, per Avignone, o Pechino… e con l’idea che essere maschi e femmine sia la norma. Viva l’Italia!
02 feb 00:00