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24 ago 00:00

No al dialogo indiscriminato

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Qualcuno ha mai detto ai clandestini, perché tali sono comunque si voglia chiamarli, che possono arrivare in Italia senza bisogno di rischiare la pelle? Con quello che pagano, possono arrivare con il visto turistico. E poi far perdere le tracce, oppure fare finta di essere turisti e lavorare in nero? E ripetere questo giochetto un mese dopo il ritorno al loro paese? Non è che così facendo ci vogliono impietosire apposta, con stragi che loro stessi possono evitare, per non dare niente a noi - quando addirittura ci tolgono - per dare a loro? Questo si chiama colonialismo e crociata al contrario. Condannati quando erano contro di loro, ma accettate quando sono contro di noi.

Perché dare asili nido e scuole materne alle mamme che non lavorano, solo perché immigrate, togliendo posti alle mamme italiane (costringendole a rinunciare al lavoro, o a pagarsi una baby sitter)? Perché concedere loro sale di preghiera in municipio, le moschee, e la possibilità di convertirci? A casa loro ci scordiamo di tutto questo. Anzi, siamo passibili di condanna. Siamo cani infedeli da convertire o sterminare, ve lo siete dimenticato? Se per voi denunciare queste cose è discriminazione, a me non importa. Dialogo e fratellanza, e aiuto ai veramente bisognosi, non vuol dire chinare la testa dando le spalle, nonostante qualche collaborazionista lo sostenga. Compreso chi concede piazza San Pietro all'islam, o chi ha tra le sue collaboratrici persone della sorellanza islamica, la versione femminile della fratellanza islamica, o altre tipologie di persone.
24 ago 00:00