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04 set 00:00

Perché non amare l'altro?

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Vorrei chiedere al signor Salvini se lui non ha avuto nonni o altri parenti che nel secolo scorso o forse prima non siano emigrati in America o altri Paesi per poter donare un vivere migliore alla propria famiglia. I miei nonni vi sono stati e hanno dovuto umiliarsi, ma poi si sono tolti dalla povertà e sono tornati in patria. Dunque allora erano gli italiani a dover chiedere ospitalità in nazioni lontane e ora...

Ora questi cari fratelli, che fuggono dalle guerre, tirannie e fame, quindi assai più poveri dei nostri avi perché non dovrebbero trovare un'ospitalità migliore nelle nazioni europee, specialmente in quelle che hanno sfruttato queste terre durante il colonialismo Anche gli abitanti del Terzo Mondo sono nostri fratelli che soffrono anche a causa nostra per cui dovremmo aiutarli a vivere una vita più dignitosa e pensare che chi ci ha dato la ricchezza una volta era in una situazione dura, anche se non paragonabile alla loro.

Io ho avuto tre esperienze di amicizia con questi fratelli. Quando stavo bene un giorno conobbi un marocchino e mi metto a parlare con lui. Egli mi invita ad andare a casa sua per conoscere la sua famiglia ed io accettai volentieri. Poco tempo dopo fu una bambina che si era affezionata a me a rendermi amico dei suoi genitori. Questa piccola scolara la conobbi perché anche io andavo alla messa sulla corriera. Questo bel frugolino mi veniva vicino e mi parlava. Una volta, dovendo io scendere prima per andare in chiesa lei con voce accorata mi pregava di restare ancora un po' con lei. Quando tornavo a casa il sabato passavo vicino alla sua casa e se mi vedeva veniva a salutarmi. Così mi feci amici anche i genitori e la sorella più piccola. Io ero molto contento di avermi fatti amici queste persone e mi rincresce che la malattia dopo alcuni anni mi abbia impedito di rivedere questi amati stranieri che io non ritenevo tali.

L'ultimo episodio, dato l'età della protagonista è il più bello. Ero in paese e dovevo far una commissione alla scuola materna. La maestra mi invita a sedermi perché doveva fare una telefonata. Io mi siedo in uno dei seggiolini dei bambini. Ed ecco che mi viene vicino una bimba la cui pelle aveva un colore strano. Io la guardavo per scoprire di che Paese fosse e lei guardava Mi arriva vicino e mi mette la testolina sulle ginocchia e mi accarezza. Era una pakistana. Non fui capace di trattenermi e l'abbracciai con gioia. La maestra mi disse che era rispettita, ma io pensai che pur essendo la prima volta che mi vedeva si comportasse come fossi un suo familiare non poteva essere così. Era l'innocenza che parlava in quel piccolo cuore come in tutti i bimbi e non dimenticherò mai questo piccolo, dolce fatto che non finì lì. Essendo vicino il S. Natale si erano organizzati degli spettacoli, dove i bimbi dei diversi Paesi sfilavano nei loro costumi. Io entro nel teatro, senza badare dove sedevo. Ed ecco che sul palco vedo la piccola pakistana e allora dico alla signora a me vicina che avevo visto questa bimba pochi giorni prima. E la donna mi dice che quella era sua figlia, veramente il mondo è piccolo. Per terminare cari amici, accogliamo con amore questi fratelli che fuggono dalla guerra, dalla miseria, dalla fame, dalle sete e soprattutto cercano quell'amore che i vari dittatori di oggi non danno. E se sapremo amarli saremo contenti noi e faremo felici loro perché l'Amore viene Dio.
04 set 00:00