Un Garante per gli anziani
La lettera del Consigliere comunale e Capogruppo del Gruppo Consiliare Forza Italia - PLI in Loggia
A seguito della presentazione della relazione annuale dell’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Brescia, emerge con chiarezza il valore e l’efficacia di questo strumento istituzionale nel rafforzare la sostenibilità sociale e la tutela dei diritti nella nostra comunità.
La relazione evidenzia un’attività articolata e concreta, che spazia dalla sensibilizzazione sui diritti dei minori alla collaborazione con istituzioni, università, enti sanitari e realtà del territorio, fino alla gestione di segnalazioni e situazioni di fragilità. Un lavoro che conferma quanto la figura del Garante rappresenti un presidio fondamentale a tutela delle fasce più giovani della popolazione.
Non va dimenticato come, al momento della sua istituzione, il voto del Consiglio comunale sia stato unanime, a dimostrazione della piena condivisione dell’importanza di investire sui diritti e sul futuro dei nostri bambini e adolescenti.
Nella stessa sede, tuttavia, era stata proposta anche l’istituzione del Garante per gli anziani, proposta che non trovò accoglimento con voto favorevole del Centro destra e voto contrario della Sinistra. Una scelta che oggi appare difficile da comprendere, soprattutto alla luce delle trasformazioni demografiche e sociali in atto.
La presentazione della relazione rappresenta quindi l’occasione per ribadire un principio semplice: così come è giusto rafforzare e valorizzare la figura del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, è altrettanto necessario completare questo percorso istituendo anche il Garante per gli anziani.
Quando si parla di comunità, la separazione per età è spesso un limite. Giovani e anziani rappresentano risorse complementari: innovazione ed esperienza, energia e memoria, velocità e capacità di visione. Mettere in relazione queste dimensioni non è una scelta simbolica, ma una leva concreta di sviluppo sociale.
In una società che invecchia, il tema della tutela e della rappresentanza degli anziani non può più essere considerato secondario. Le politiche pubbliche devono dotarsi di strumenti adeguati per affrontare sfide come la solitudine, l’accesso ai servizi, la fragilità e la qualità della vita.
Il Garante per gli anziani, già previsto e attivo a livello regionale e provinciale, rappresenterebbe anche a livello comunale un punto di riferimento fondamentale per intercettare bisogni, promuovere diritti e rafforzare le politiche di welfare territoriale.
L’auspicio è che si possa aprire una nuova fase di confronto, superando logiche divisive e recuperando quello spirito di condivisione che aveva caratterizzato l’istituzione del Garante per i minori.
Non si tratta di una contrapposizione tra generazioni, ma di una visione più completa e matura della comunità: una città che tutela i giovani deve essere altrettanto capace di tutelare i suoi anziani.