Castegnato: Il canone della longevità
Il 19 febbraio, a Castegnato, è in programma un incontro sulla longevità. Promosso dal Centro De Gasperi, con il patrocinio dal Comune, un incontro tra medicina, cultura e cittadinanza per la presentazione del libro di Renzo Rozzini. Con l'autore intervengono Franco Franzoni, Giovanni Falsina, Giuliano Brunori e Cristina Cornali
“Il canone della longevità. Aver cura dell’età avanzata” (per il marchio Scholé dell’Editrice Morcelliana, pp. 288, 21 euro): questo il titolo dell’ultimo libro di Renzo Rozzini, medico alla Fondazione Poliambulanza di Brescia dove dirige il programma “Salute, Benessere, Longevità”, che verrà presentato giovedì 19 febbraio alle ore 20,30 al centro civico di via Marconi 2 a Castegnato. L’incontro è promosso dal Centro De Gasperi, con il patrocinio del Comune, che nei suoi anni di attività ha più volte affrontato il tema della terza età e delle realtive strutture, coinvolgendo esperti, amministratori e studiosi in momenti pubblici di informazione e discussione. L’incontro con il dottor Rozzini si inserisce in quel percorso per offrire una riflessione sui grandi temi della salute e del benessere.
Nel volume viene affrontato il tema dell’invecchiamento con un approccio che coniuga conoscenze scientifiche, esperienza clinica e riflessioni personali. Un libro a carattere divulgativo pensato per accompagnare i lettori nella comprensione dei bisogni e delle risorse dell’età anziana, ponendo l’accento sul ruolo centrale che la medicina e le istituzioni sanitarie possono svolgere nella cura della persona nella sua globalità. Il volume è arricchito dalla prefazione del prof. Mario Taccolini, presidente della Fondazione Poliambulanza e della postfazione del prof. Marco Trabucchi, presidente emerito dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria che traccia un profilo dell’uomo e medico Rozzini sottolineando come il libro sia un inno alla speranza fondata sulla cultura e sapienza, dedicate a chi ha bisogno.
Il libro sottolinea l'importanza di unire competenza, rigore e coordinamento nella gestione dell'anziano, specie se affetto da malattie croniche. Ferma restando l'importanza di prevenzione primaria e visite di screening insieme a diagnosi e terapia, la differenza la fa "la tenacia con la quale si perseguono i fondamenti della longevità" e quindi comportamenti salubri e mentalità positiva seguendo le reciproche necessità di mente e corpo. Molto interessante anche l'aspetto psico-emotivo sottolineato da Rozzini, che evidenzia l'utilità di intrattenere relazioni, passare qualche ora fuori casa, coltivare interessi e trasmettere in tal modo entusiasmo e energia vitale. Nel libro si evidenzia inoltre come sul ruolo del care giver, che può essere "formale" (persona preparata e retribuita) e "informale" (congiunto senza competenza specifica ma conoscitore di vita e abitudini del paziente) gravano ingenti responsabilità e carichi di lavoro: si devono infatti fare i conti con la compromissione della longevità, delle normali attività quotidiane, frequenti conflitti con i famigliari (per ragioni economiche) e indubbio stress emotivo che viaggia in parallelo con l'incedere della malattia o delle fragilità. È quindi bene pensare che l'invecchiamento, proprio e dei propri cari, non sia più un mero processo biologico, ma richiami l'idea di un nuovo paradigma di longevità che chiama in causa la lettura di un bisogno specifico. Invecchiare bene è una sfida collettiva che va affrontata in stretta connessione con il sistema sanitario, reti di prossimità e modelli culturali.
Dopo i saluti di Franco Franzoni, presidente del Centro De Gasperi, si susseguiranno l’introduzione di Giovanni Falsina, gli interventi di Giuliano Brunori, sindaco di Gardone Val Trompia e già Primario all’Ospedale Santa Chiara di Trento, di Cristina Cornali, medico geriatra, e dell’autore Renzo Rozzini.
@Renzo Rozzini (Foto LiBrixia)