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Brescia
15 mag 2026 15:54

Custodire voci e volti umani

"Custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica": è il cuore del Messaggio per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali di Papa Leone XIV che si terrà domenica 17 maggio a un anno dalla sua elezione al trono di Pietro, il primo messaggio del papa americano in continuazione con il magistero di Bergoglio. Arriva in questi giorni in libreria il saggio “Custodire voci e volti umani” (pp. 272, € 21) a cura di Vincenzo Corrado e Alessandra Carenzio, commento al Messaggio per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali promosso dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali insieme al CREMIT dell’Università Cattolica, pubblicato nel marchio Scholé dell’Editrice Morcelliana.

Giunto alla sua undicesima edizione, il testo sviluppa il Messaggio del Santo Padre attraverso analisi e riflessioni di accademici, studiosi, teologi, giornalisti, comunicatori, avvocati, scrittori: sono diversi i nomi del panorama culturale italiano.

Come ricorda nella prefazione mons. Domenico Pompili, Vescovo di Verona e Presidente della Commissione Episcopale, questo messaggio non è mero aggiornamento del magistero comunicativo della Chiesa ai tempi dell’intelligenza artificiale ma con esso papa Leone XIV rilancia l’impegno alla responsabilità della comunicazione.

Il Messaggio, infatti “non è un documento sulla tecnologia, ma un documento sull’umano che inventa strumenti e che si lascia trasformare da essi, che comunica rivelando il proprio volto, che ha il potere di custodire o di distruggere la dignità propria e altrui”. “L’intelligenza artificiale - osserva Mons. Pompili - è l’occasione che questo tempo ci offre per riprendere in mano quella domanda: chi siamo, cosa vogliamo essere, cosa siamo disposti a custodire, chi desideriamo diventare. Non è una domanda nuova. Ma il modo in cui la poniamo, o il modo in cui la eludiamo, dice qualcosa di essenziale su di noi”.

In quest’ottica, il libro “si offre dunque al lettore sia come occasione di approfondimento sia come invito a una presa di coscienza”, evidenziano nell’introduzione i curatori Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio CEI, e Alessandra Carenzio del CREMIT.

“In un tempo in cui tutto sembra poter essere simulato, accelerato e automatizzato, la sfida più grande – affermano – resta quella di rimanere umani: capaci di pensare, di incontrare, di riconoscere l’altro e di rispondere, con responsabilità e libertà, alle possibilità che la tecnologia ci pone davanti”.

La pubblicazione inoltre, aggiungono i curatori, “assume un significato particolare, come ricordo di papa Francesco e, al contempo, come felice augurio per l’operato di Leone XIV, desiderando rimarcare l’importanza e la centralità che la Chiesa riconosce al mondo dei media e all’avanzamento tecnologico, cui si rivolge con costante incoraggiamento e attenzione”.

Il libro contiene contributi di: Daniel Arasa, Elena Beccalli, Riccardo Benotti, Stefania Careddu, Federica Cherubini, Ruggero Eugeni, Adriano Fabris, Marco Ferrando, Annamaria Graziano, Giovanna Mascheroni, Marisa Marraffino, Stefano Pasta, Sergio Perugini, Luca Peyron, Paolo Ruffini, Paul Scherz, Jaime Tatay, Federico Tonioni.



@Foto Siciliani-Gennari/SIR

15 mag 2026 15:54