Occupabilità: il GOL della Lombardia
La Lombardia segna un traguardo storico nelle politiche attive del lavoro, superando con sei mesi di anticipo i target prefissati dal programma nazionale Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL). Un risultato che parla chiaro: oltre 290.000 persone hanno avviato un percorso e più di 150.000 hanno trovato occupazione, mentre i tempi di attesa per il primo servizio si sono ridotti a meno di dieci giorni. I numeri raccontano una crescita costante e significativa: dai 14.870 soggetti del 2022, si è passati ai 116.611 del 2025, a dimostrazione che la strategia lombarda funziona e produce risultati concreti. “Precisiamo subito - ha spiegato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi - che i soggetti formati da Regione Lombardia corrispondono al 20% dell’obiettivo nazionale. Su una platea di più di 290.000 soggetti che hanno attivato un percorso GOL, più di 150.000 hanno avviato uno o più percorsi lavorativi, mentre più di 113.000 persone hanno completato con successo percorsi formativi, in prevalenza in questi settori: servizi, turismo, trasporti e logistica. Il Ministero del Lavoro ci aveva assegnato obiettivi altamente sfidanti da raggiungere entro il 30 giugno e noi li abbiamo già abbondantemente superati con 6 mesi di anticipo”. Il programma GOL, uno dei pilastri del PNRR, si è confermato uno strumento vincente di inclusione e formazione, orientato al risultato. “Oltre 1,7 milioni di persone - ha sottolineato il Ministro del Lavoro, Marina Calderone - sono entrate o rientrate nel mercato del lavoro grazie al programma, evidenziando l’importanza della collaborazione tra Stato e Regioni per costruire un Paese più coeso, inclusivo e competitivo”.
La Lombardia dimostra così che quando strategie chiare, digitalizzazione e collaborazione pubblico-privato si incontrano, il mercato del lavoro diventa più inclusivo, rapido e orientato al risultato. “La nostra regione - ha commentato il presidente, Attilio Fontana - si conferma modello virtuoso nell’attuazione delle politiche per il lavoro e per la formazione. I dati indicano un significativo incremento della partecipazione femminile, testimoniano lo sforzo di digitalizzazione dei processi per una maggiore tempestività delle risposte e dimostrano come la collaborazione tra pubblico e privato sia stata fondamentale per garantire efficacia e personalizzazione dei percorsi di riqualificazione”. L’approccio lombardo si distingue per la strutturazione dei Centri per l’Impiego come primo punto di accesso, supportati da una rete di operatori accreditati per una formazione mirata. Ma la strategia non si ferma qui. “Il ministro Calderone - ha aggiunto l’assessore Tironi - ci ha chiesto di proseguire e, anzi, grazie alle nostre performance possiamo contribuire, a livello nazionale, al raggiungimento dei target non ancora raggiunti da altre regioni. Noi guardiamo già avanti: lo scenario che stiamo definendo prevede l’inclusione degli Enti del Terzo Settore per la gestione dei soggetti più distanti dal mondo del lavoro, favorendo la creazione di reti stabili per la presa in carico dei cittadini e l’introduzione di ‘work coach’ che accompagni l’utente in tutto il suo percorso di reinserimento lavorativo”. L’obiettivo ora è consolidare questi risultati, portando avanti nuove politiche attive che possano coinvolgere tutti, dai giovani ai più distanti dal mondo del lavoro e continuare a fare della Regione un vero modello nazionale.